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SERIE A

Ex Milan, Galliani: “Accuse su Berlusconi infamanti, pronti a querelare”

Adriano Galliani Monza
Adriano Galliani, ex dirigente storico del Milan, ritorna sulle polemiche legate alla proposta di intitolare lo stadio Brianteo a Berlusconi
Redazione

Adriano Galliani, ex dirigente del Milan, torna sulle polemiche relative alla proposta di intitolare lo stadio Brianteo a Silvio Berlusconi, ritiro deciso dal centrodestra cittadino dopo le aspre critiche del centrosinistra. L'amministratore delegato del Monza, intervistato dal Corriere della Sera, ha chiarito di non essere arrabbiato per la mancata decisione, ma ha espresso il suo disappunto per le accuse mosse contro l’ex presidente del Consiglio e fondatore di Mediaset.

Galliani ha infatti sottolineato che ciò che lo ha realmente "infuriato" sono state le "parole infamanti" pronunciate da alcuni esponenti del Partito Democratico, tra cui Lorenzo Gentile, giovane consigliere di poco più di 20 anni. Gentile, secondo Galliani, avrebbe accusato Berlusconi di avere presunti legami con la mafia e la P2. "Sono affermazioni spaventose e oscene", ha dichiarato Galliani, che ha aggiunto: "Non accetto che si dicano queste cose, e se necessario, saranno gli avvocati della Fininvest a decidere se querelare chi ha pronunciato certe parole".


Le motivazioni politiche dietro il rifiuto

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Galliani ha poi risposto alle motivazioni sollevate dai consiglieri di centrosinistra, che hanno criticato l'intitolazione dello stadio anche per fatti legati alla politica e a dichiarazioni passate di Berlusconi. Una di queste, in particolare, riguarda la famosa promessa di un "pullman di prostitute" in caso di vittoria contro la Juventus, una frase che continua a suscitare polemiche. "Cosa c’entra tutto ciò con l'intitolazione di uno stadio?", ha commentato Galliani, facendo riferimento alla polemica che si è accesa attorno alla proposta. "Il Consiglio poteva prendersi il tempo necessario per decidere, ma non doveva cadere in una discussione così squallida. Non ce l’ho con il sindaco Piotto, che è una brava persona, ma non capisco come si possa arrivare a tanto".

Naming rights e motivazioni politiche

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Galliani ha infine spiegato che, purtroppo, la proposta di intitolare lo stadio a Berlusconi è stata vissuta da alcuni come una scelta legata alla "matrice politica" piuttosto che come un tributo a un grande imprenditore e tifoso. Inoltre, ha ricordato che l'accordo sui naming rights con U-Power rendeva già il nome ufficiale dell’impianto diverso, ma che l’intitolazione a Berlusconi sarebbe stata comunque un segno di rispetto per il presidente del Monza, nonostante le polemiche politiche.

"Si tratta di due cose separate", ha ribadito Galliani. "Quello che è accaduto è stato un rifiuto a una proposta che non ha nulla a che fare con il calcio, ma con la politica. È un peccato che si sia arrivati a questo punto".

Il dibattito sull'intitolazione dello stadio Brianteo a Silvio Berlusconi sembra, quindi, destinato a continuare, con Gallianiche ha annunciato di non voler mollare e di essere pronto a difendere la memoria dell'ex presidente, a meno che la situazione non venga gestita con maggiore serenità e rispetto. LEGGI ANCHE: Ag. Mosquera: “Rinnovo? Stiamo parlando. Milan? Non parlo di altri club, ma … ” | ESCLUSIVA PM

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