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Leão non sta vivendo un grande 2026 a livello realizzativo: come riportato da transfermarkt.it, il portoghese ha segnato 9 gol con 3 assist in 26 presenze in Serie A, con quattro gol nel 2026, ultimo dei quali a marzo contro la Cremonese. L'attaccante del Milan è stato nettamente limitato dalla pubalgia, che non gli permette ancora oggi di correre e scattare come ha sempre fatto in carriera. Leão ha perso il suo dribbling letale, una delle caratteristiche principali del suo gioco. Anche giocare nel 3-5-2 di Allegri come prima punta lo limita un po': Leão è al suo meglio quando può correre e dominare in campo aperto.
Le recenti parole del direttore sportivo del Milan Igli Tare, riaprono una discussione che va avanti da anni su Leão. Ecco le parole dell'ex Lazio: "Rispondo con le parole di Modric che ha detto che nemmeno Rafa sa quanto è forte. Io ho conosciuto un ragazzo perbene con un potenziale enorme, ma anche con grandi aspettative. Il suo problema forse è stato trovare un equilibrio con queste aspettative, ma il suo potenziale è fuori discussione". Nessuno mette in dubbio le qualità di Leão. Quando è al meglio a livello psico fisico, il portoghese ha dominato in Serie A e anche in Champions League. Questa stagione è particolare proprio per i problemi fisici, ma lo "storytelling" sulle potenzialità del numero 10 rossonero deve finire. Rafa non è un diciottenne appena passato in prima squadra che quindi ha tutto da dimostrare. Leão è un classe 1999 che ha già dimostrato di saper dominare, ha vinto il premio di miglior giocatore della Serie A nell'anno dello scudetto del Milan, ha trascinato i rossoneri in semifinale di Champions League nel 2023. Abbiamo già visto la versione migliore del portoghese. Questo continuo parlare di potenziale nascosto non fa neanche troppo bene a Leão, visto che gli mette sulle spalle altre pressioni, oltre a quelle che già ha. Rafa deve ritrovare la sua versione migliore, vista già con la maglia del Milan.
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