Milan, Pastore: "Il contesto di Furlani riguarda procuratori e intermediari con cui fa affari"
—A proposito della crisi societaria e tecnica che sta attanagliando il Diavolo è intervenuto, a 'Cronache di Spogliatoio', il giornalista sportivo Giuseppe Pastore. “Ci sono tante cose che non vanno e tante zone d’ombra in un contesto opaco che riguarda Furlani, che riguarda i procuratori con cui fa affari o gli intermediari con cui fa soprattutto affari, il modo con cui a volte tende a scavalcare il direttore sportivo, il quale a sua volta fatica a comunicare con i giocatori", l'esordio - senza troppi giri di parole - da parte di Pastore sulla situazione a 'Casa Milan'.
Pastore ha poi proseguito tornando a parlare più di temi di campo. "Si parla di ritiro nel 2026. Stiamo ancora a mandare le squadre quattro giorni in ritiro perché devono compattarsi per Genoa-Milan. Mi sembrano decisioni dettate dalla disperazione, per carità legittima visti i 7 punti su 24 nelle ultime 8 giornate, ma sinceramente i buoi sembrano scappati", la sua convinzione. Ma come si è potuta ridurre così una squadra che aveva fatto 42 punti nel girone di andata?
"Gli ultimi 20 minuti contro l'Atalanta mi fanno capire che il Milan il potenziale ce l’ha - ha chiosato Pastore -. Magari in una partita un po’ più rilassata, ma ha creato una decina di palle gol nel secondo tempo e questo chiaramente vuol dire che, banalmente, se giochi un po’ più avanti, se pressi, se occupi l’area di rigore i giocatori ce li hai. Poi è chiaro, il problema del Milan è che quando attacca si scopre e la difesa, che è stata la migliore fino a 3-4 giornate fa, si scopre non essere più così forte se non viene protetta. È una coperta cortissima che Allegri secondo me fino ad un certo punto ha provato a tirare verso la difesa. Poi dopo Lazio-Milan è tutto saltato”.
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