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Il Milan, Pioli e il turnover: da cosa nasce la sconfitta di Monza

Ruben Loftus-Cheek, centrocampista del Milan 20/02/2024 PianetaMilan.it
Il Milan perde contro il Monza e tornano le critiche per Stefano Pioli: fra turnover e brutte scelte, ecco perché hanno perso i rossoneri
Francesco Aliperta Redattore 

Prima di iniziare a sciogliere, o rafforzare, le critiche arrivate subito dopo il fischio finale di Monza-Milan, c'è da appuntare una frase, detta da un allenatore senza ancora molta esperienza, che ci servirà più in avanti: "Se 11 giocatori giocano male, la colpa è dell'allenatore". La frase è stata detta da Daniele De Rossi, neo-tecnico di una Roma che sembra tutto fuorché la squadra vista negli ultimi due anni.

Il turnover

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Domenica sera Stefano Pioli ha sbagliato solo una cosa: la formazione iniziale. Può sembrare strano, ma è vero. Forti di un vantaggio consistente, un bel 3-0, l'allenatore rossonero avrebbe potuto schierare l'11 ideale contro i ragazzi di Palladino, provando anche ad approfittare dello scivolone della Juventus e conquistare il secondo posto in classifica, per poi far riposare qualche titolare durante il ritorno di Europa League contro il Rennes. Non lo ha fatto ed ecco arrivare una sonora sconfitta.


Riserve di lusso

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Tuttavia, ci teniamo a sottolineare che le colpe non vanno di certo ai giocatori scesi in campo dal primo minuto. Risulta difficoltoso definire Okafor, Adli, Jovic e Chukwueze delle seconde linee, perché non lo sono. Questi ultimi giocatori, ricordiamolo, sono arrivati per dare delle opzioni in più al Milan, non per allungare solo, e stupidamente, la panchina. Detto questo, organizzare dal primo minuto una formazione formata da giocatori che, finora, hanno fatto la differenza da subentrati non è apparsa come la migliore delle idee. Se poi ci aggiungiamo anche che la manovra rossonera dipende spesso da Leao e Theo Hernandez, allora basta fare un calcolo veloce.

Perché Thiaw?

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Chiaro che poi, dopo una sconfitta, si riaprono le porte alle critiche più feroci. Fino all'episodio del rigore che ha portato il Monza in vantaggio, però, la partita non sembrava nascondere risvolti preoccupanti. Anzi, nonostante una prestazione non bellissima, il Milan teneva bene il campo e il match si preannunciava come tattico e poco spettacolare. Ci è voluta la goffaggine di Malick Thiaw, che ricordiamo non giocava dal 28 novembre, per spianare la strada agli uomini di Palladino. Siamo ben consci del valore del giovane difensore tedesco, ma ci chiediamo il perché di un doppio fallo, prima su Djuric e poi su Mota, così ingenuo.

E dunque ecco che le critiche puntano dritte sulla testa di Stefano Pioli. I risultati positivi dell'ultimo mese hanno un po' velato i limiti della squadra rossonera, ma a sentire e leggere le opinioni sembra che qualcuno abbia dimenticato un fattore molto importante: il Milan non ha un gioco. Anche nelle vittorie, i rossoneri non hanno mai brillato per la costruzione del gioco, per le trame offensive o per la solidità della retroguardia. Vivono di sprazzi, delle giocate dei singoli e dell'estro dei suoi campioni. Così non va e, soprattutto, così non potrai mai puntare ad alti traguardi. Se poi non approfitti neanche degli scivoloni di chi ti sta davanti allora... LEGGI ANCHEStadio, tifosi, emozioni e due retroscena: Milan, Loftus-Cheek si confessa >>>

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