Milan, statistiche offensive
—Partendo dall’attacco, emerge subito un dato chiave: il Milan ha prodotto più di quanto ha raccolto. Gli xG (expected goals) parlano di 49 reti attese contro i 44 gol effettivamente realizzati. Un gap negativo di cinque gol che evidenzia una certa mancanza di cinismo sotto porta.
Il confronto con l’Inter è emblematico: i nerazzurri hanno un xG di 57, ma hanno segnato 65 reti, ben otto in più rispetto a quanto “creato”. Tradotto: il Diavolo fatica a concretizzare, mentre le rivali dirette massimizzano.
Interessante anche la distribuzione dei gol: il 95,24% delle reti rossonere arriva dall’interno dell’area di rigore. Solo due eccezioni, i gol da fuori di Rabiot contro il Torino e di Leao contro il Como. Un dato che sottolinea una manovra offensiva poco incline al tiro dalla distanza.
Sul piano individuale, spicca Saelemaekers con 42 dribbling riusciti (quinto in Serie A), mentre Leao è crollato a quota 20, lontano dai 57 della scorsa stagione (conclusa al secondo posto alle spalle di Nico Paz). Un calo evidente, ma in parte giustificato dal nuovo ruolo da centravanti e dai problemi fisici con cui il portoghese convive da tutta la stagione.
Statistiche difensive
—Se davanti il Milan lascia qualcosa, dietro costruisce le proprie certezze. Con 21 gol subiti in 29 giornate, i rossoneri vantano la miglior difesa non solo del nostro campionato, ma di tutti i top 5 campionati europei. Seguono Arsenal, PSG e Como a quota 22.
Il dato, però, va letto insieme agli xG concessi: 31,65. Significa che il Milan ha subito oltre 10 gol in meno rispetto a quanto “concesso” agli avversari. Nessuna squadra in Serie A presenta una differenza così ampia.
Qui entra in gioco un fattore decisivo: Mike Maignan, protagonista con parate determinanti, come i rigori neutralizzati a Calhanoglu e Dybala o quello sbagliato da Stanciu.
La difesa rossonera, dunque, è sì solida, ma anche supportata da un rendimento sopra la media del proprio portiere e da una certa componente episodica.
Statistiche pressing
—Uno dei punti più critici della stagione riguarda il pressing. Il Milan registra un PPDA di 14.9, tra i peggiori del campionato. Questo indice misura il numero di passaggi che la squadra difendente mediamente concede prima di recuperare palla: più è alto, meno il pressing è intenso. Solo Sassuolo, Cagliari e Lazio fanno peggio.
Il dato conferma una tendenza evidente: i rossoneri preferiscono difendere con un blocco basso piuttosto che aggredire l'avversario. Una scelta che garantisce equilibrio, ma che limita il recupero rapido del pallone.
Statistiche extra: falli e sostituzioni
—Due dati completano il quadro. Il Milan è la squadra che commette meno falli in Serie A (271), segnale di un approccio difensivo pulito e fatto di poche infrazioni.
Allo stesso tempo, è anche la squadra che effettua meno sostituzioni: 115 totali, con una media di 3,96 a partita. Una gestione conservativa delle rotazioni che riflette le scelte di Allegri.
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Il Milan 2025/2026 è una squadra dai tratti ben delineati: difesa d'acciaio, attacco sotto rendimento e pressing quasi nullo. Numeri che spiegano una stagione costruita sulla solidità, ma che evidenziano anche dove intervenire per alzare il livello. La fase difensiva garantisce basi su cui costruire, ma è davanti e nell’intensità complessiva che si decide il salto di qualità.
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