Francesco Camarda non è stato del tutto brillante in occasione di Cagliari-Milan: ma non bisogna commettere questo errore con il classe 2008

Quella di Cagliari-Milan è una di quelle notti che Francesco Camarda non si dimenticherà mai. Il suo esordio in Serie A lo aveva fatto già nella scorsa stagione, sotto la guida di Stefano Pioli, contro la Fiorentina e quello in Champions League, con tanto di gol annullato, è avvenuto contro il Bruges qualche settimana fa. Mai, però, era sceso in campo da titolare, a sorreggere sulle proprie spalle il peso di un attacco come quello rossonero. Non poteva esserci scenario migliore, lontano da quel 'San Siro' che spesso è molto esigente e poco paziente.

Cagliari-Milan, Camarda è un patrimonio: ma c'è un grande errore che deve essere evitato

La prestazione di Francesco Camarda, ad essere onesti, non è stata brillantissima seppure comunque gli abbia garantito ampiamente la sufficienza. Spesso lo si è visto fare quello che solitamente spetta ad Alvaro Morata, abbassandosi anche a centrocampo per legare il gioco, ma a livello offensivo si è limitato ad un colpo di testa bloccato sulla linea da Alen Sherri. Non gli si chiedeva tanto di più, anche perché è davvero molto giovane e sappiamo come, per i giocatori di movimento, sia sempre più difficile lasciare il segno rispetto magari ad un portiere che fa il suo esordio in giovane età.
Francesco Camarda AC Milan Cagliari-Milan 3-3 Serie A 2024-2025

Proprio per tutti questi motivi non bisogna commettere l'errore di caricare Francesco Camarda di pressioni eccessive. Non è giusto criticarlo, non è giusto valutare la sua prestazione contro il Cagliari totalmente negativa perché è ancora un ragazzo di 16 anni. E dargli responsabilità che ancora non può sostenere è sbagliato ed affrettato. Così come ora sarebbe ingiusto schierarlo in campo tutte le partite, che sia da titolare o da subentrato, per farlo sbloccare. Il ragazzo non deve togliersi nessun etichetta negativa, non va forzato e non va spinto oltre i suoi limiti. Altrimenti il rischio, per lui e per la squadra, è che vada a finire come tanti altri. E quando hai un patrimonio tanto prezioso non puoi permetterti tutto ciò. LEGGI ANCHE: Milan, ci vogliono undici Reijnders in questa squadra: ecco tutti i motivi

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