Voglia di grande Milan. Da Shevchenko ad Altafini: “Serve un progetto”

MLAN NEWS – “La Gazzetta dello Sport” ha chiesto un commento a ex giocatori e tifosi rossoneri sulla situazione del Milan: serve un progetto di rilancio

di Salvatore Cantone, @sa_cantone
Allenatore Milan: Rangnick divide Maldini e Gazidis

NEWS MILANLa Gazzetta dello Sport, in edicola questa mattina, analizza gli anni difficili che sta vivendo il Milan. Cosa serve per ripartire? Tutto passa sempre dal fondo Elliott, dalla proprietà che ha già investito parecchi milioni e non ha intenzione di cedere. La rosea ha chiesto un parere a ex giocatori o a grandi tifosi rossoneri, che hanno espresso la propria opinioni.

Partiamo da Shevchenko. L’ex attaccante rossonero ha detto: “Se serve un grande Milan? Il Milan deve essere grande sempre, perché questa è la sua natura. Io spero che Paolo Maldini rimanga e prima di dire cose definitive voglio vedere che cosa succederà. Paolo ha detto cose equilibrate e importanti. E’ uno che non ha mai parlato molto, ma ama il Milan e lo rappresenta in pieno. Anche da giocatore ha sempre pensato alla squadra prima che a se stesso. E’ un modo di essere che non abbandona mai. Vediamo che cosa succede, quali sono le scelte che la proprietà attraverso l’a.d. Gazidis farà. Io spero ancora che Paolo rimanga con dei poteri e che possa incidere sulle scelte future. Se tornerò mai al Milan? Io non sono importante in questo momento. Devo concludere un lavoro sulla panchina dell’Ucraina, perché adoro il mio paese. Poi si vedrà”.

Ha idee chiare anche Mauro Tassotti, vice di Shevchenko in Ucraina e soprattutto secondo in panchina di tanti allenatori rossoneri: “Logico dire che serva un Milan di grande livello. Anche per gli altri club, per il calcio italiano in generale. Ma finché la proprietà non si sistema è difficile. C’è mancanza di continuità. Prima Leo che se ne va, con Gattuso allenatore, poi Boban, ora Paolo Maldini che sembra avere un piede fuori. Le cose cambiano in continuazione e così è difficile. Non si è mai visto vincere un allenatore da solo, con una squadra di ragazzi. O metti sul mercato tanti soldi, oppure devi avere tante idee. Magari Rangnick le ha. Il problema non è Rangnick. Il problema è che il Milan deve poter lottare per la Champions League. Oltretutto i competitor in questo periodo non sono tantissimi. A parte Juve e Inter, c’è l’Atalanta che sta facendo cose grandiose, ma ci si può inserire. L’Atalanta ha dato continuità al suo progetto, lo ha fatto anche la Lazio e Simone Inzaghi si è dimostrato molto bravo. Lotito e Tare hanno lavorato bene, Simone ha valorizzato i giocatori. Questo funziona. Boban e Maldini contro Rangnick? Sono troppo di parte. Una cosa giusta l’ha detta Ancelotti: l’importante è che l’allenatore sia bravo, ma uno straniero in Italia ha qualche problema in più. I tifosi del Milan sono sempre stati lì e hanno sempre riempito lo stadio. E’ la loro indole. Basta poco a loro per riaccendersi. Sono il vero tesoro del club”.

Anche l’ex attaccante Josè Altafini dice la sua: “Quando arrivai al Milan il Palmeiras mi aveva ceduto per una cifra record e con questi soldi avevano rifatto la squadra. Ecco, io dico, basta perdere tempo con giocatori che non incidono. Ci vuole il non plus ultra per risollevare questo Milan. Non dico Mbappé perché è impossibile, ma qualcosa del genere. E’ bello anche pensare di prendere i giovani, ma devono essere inseriti in un contesto con gente di esperienza, altrimenti diventa complicato, prima di tutto per loro. Ibrahimovic ha compiuto una bella impresa perché ha tolto pressione agli altri, Rangnick ha già iniziato male con le sue dichiarazioni. Mai far andare via Maldini, l’anima del club. E le squadre con grande pubblico vanno tutelate. Il Milan non dovrà mai più andare in B”. Intanto ci potrebbe essere un clamoroso ritorno in rossonero, continua a leggere >>>

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