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CESSIONE MILAN

Soldi, sponsor, stadio: ecco dove può arrivare il Milan di InvestCorp

Cessione del Milan dal fondo Elliott a InvestCorp presieduto da Mohammed Al Ardhi? | AC Milan News (Getty Images)

Sotto l'egida di InvestCorp, il Milan punterebbe a far crescere il suo giro d'affari: da San Siro la spinta decisiva per la crescita del club

Daniele Triolo

'La Gazzetta dello Sport' oggi in edicola ha parlato del Milan, che, come noto, potrebbe essere ceduto da Elliott a InvestCorp nei prossimi giorni. La 'rosea' ha analizzato la situazione attuale del club rossonero che, all'inizio dell'estate 2018, aveva un azionista inadempiente ed una rosa costosa ed improduttiva. La squadra, infatti, si era classificata appena al 6° posto in Serie A e, a lungo assente dalla Champions, si era anche visto buttare fuori dall'Europa League per aver violato il Fair Play Finanziario UEFA.

Poi, dal luglio 2018, è subentrato il fondo Elliott. La cura dell'hedge fund statunitense è servita a risanare i conti, ritrovare la competitività sportiva e riguadagnare credibilità. Ora Elliott è in trattativa esclusiva con InvestCorp per la cessione del Milan. Pertanto, ci si chiede, logicamente, dove potrebbe arrivare il Diavolo con un nuovo proprietario. Si ragiona su un'operazione da un miliardo di euro di 'enterprise value', sarebbe a dire il valore aziendale del Milan al lordo dei debiti. Elliott, che si è esposto complessivamente per 740 milioni di euro per il club rossonero, avrebbe un ottimo margine di guadagno.

Considerati i debiti bassi del club (nell'ordine di massimo 100 milioni di euro), ha ricordato la 'rosea', il fondo dei Singer chiuderebbe la parentesi Milan con una plusvalenza netta di 150 milioni di euro. InvestCorp, proprio per i bassi debiti che presenta l'affare, sborserebbe quindi inizialmente tra gli 800 e i 900 milioni di euro in contanti per rilevare il 99,93% delle azioni del Milan detenuto da Elliott attraverso 'Project Redblack'.

Si parte da qui per capire quali potrebbero essere le prospettive del Milan in caso del passaggio a InvestCorp. Il Diavolo è tornato in Champions League, vi tornerà anche nella stagione 2022-2023 (quindi attingerà ai premi UEFA), ha una rosa giovane e dai costi sostenibili. Ma anche un marchio rivitalizzato dai risultati sportivi e commerciali, un basso indebitamento finanziario e vanta ancora proprietà immobiliari (il centro sportivo di Milanello). In attesa che si sblocchi il progetto stadio.

Questo è il 'pacchetto Milan' valutato un miliardo. È nella natura di InvestCorp che, come Elliott, è un fondo, prendere un bene, valorizzarlo e rivenderlo in qualche anno per guadagnarci. I prossimi step del Milan, dunque, si intrecciano necessariamente con ciò che vuole fare il potenziale, nuovo proprietario. Elliott ha costruito un modello sostenibile, con attenzione ai costi, ponendo paletti rigidi sugli ingaggi. Privilegiando anche operazioni in prestito.

 Casa Milan, sede del club rossonero (Foto PM)

Al netto cessione, le spese in trasferimenti della gestione Elliott, per il Milan, sono state in media di 60-70 milioni di euro all'anno. Per mantenere il Milan stabilmente in Champions League, portandolo, però, ad un livello superiore tanto in Serie A quanto in Europa, sarebbe necessario un budget maggiore. Ciò, secondo 'La Gazzetta dello Sport', potrebbe inizialmente pregiudicare l'equilibrio economico che si sta raggiungendo (perdita prevista al 30 giugno 2022, circa 50-60 milioni di euro).

Però va anche considerato come un Milan più forte in campo propizierebbe un aumento dei ricavi. Gli attuali 240-250 milioni di euro di fatturato non potranno raddoppiare, visti i limiti strutturali del calcio italiano, ma il Milan ha ancora ottimo margine di crescita, e in qualche anno può arrivare a 300-350 milioni di euro. I ricavi commerciali possono essere una leva importante: il brand Milan è il marchio italiano più spendibile a livello internazionale.

Nel 2020, nonostante tante stagioni deludenti, il Milan era ancora 8° nella classifica mondiale di tifosi, con 525 milioni di fan. L'attuale management ha avviato un lavoro sul brand che può produrre ancora molto. Figuriamoci se attivando contatti e connessioni con l'area strategica del Medio-Oriente. È chiaro, però, che la vera spinta al giro d'affari arriverebbe soltanto con la realizzazione del nuovo stadio.

San Siro genera 40 milioni di euro, con un nuovo impianto sportivo il Milan arriverebbe a 80. E InvestCorp, che si muove anche nel settore immobiliare, giocoforza avrà anche fatto questo ragionamento in fase di trattativa per l'acquisizione del club rossonero. Se il progetto del nuovo stadio in zona San Siro in collaborazione con l'Inter non dovesse concretizzarsi, è anche probabile che l'eventuale nuovo proprietario si adoperi per un impianto sportivo alternativo, in altra zona, magari tutto del Milan.

Solo disponendo di un asset come lo stadio, tra l'altro, il valore aziendale del Milan potrebbe aumentare in maniera sensibile. Quindi, se InvestCorp davvero dovesse assicurarsi il Milan per un miliardo a quel punto, inevitabilmente, metterebbe in campo risorse economiche per portare i rossoneri allo step successivo, incrementare il valore di impresa e monetizzarne lo sviluppo nel medio-lungo periodo. Via Rebic? Il Milan torna su un vecchio amore: le ultime news di mercato >>>

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