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Sacchi rivela: “Volevo Vialli al Milan: ecco perché mi disse di no”

Daniele Triolo

Arrigo Sacchi, ex allenatore del Milan dal 1987 al 1991, ha rivelato di aver provato a portare Gianluca Vialli in rossonero. Il suo aneddoto

Arrigo Sacchi, ex allenatore del Milan per quattro stagioni, dal 1987 al 1991 e, successivamente, nel 1997, ha ricordato Gianluca Vialli, scomparso all'età di 58 anni, in un articolo uscito su 'La Gazzetta dello Sport' questa mattina in edicola. In particolare, Sacchi ha rivelato di aver voluto Vialli al Milan, nella sua prima esperienza in rossonero, e di essere andato davvero ad un passo dal suo ingaggio.

Sacchi ricorda il possibile approdo di Vialli al Milan

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"Di Gianluca, come giocatore, ho sempre avuto una stima immensa. Nella primavera del 1988, dopo aver vinto lo Scudetto con il Milan, parlai con il Presidente Silvio Berlusconi e gli chiesi di comprare Vialli. Non sapevamo come sarebbe stato il recupero di Marco van Basten dopo il lungo infortunio e volevamo costruire una squadra con giocatori italiani. Berlusconi era d’accordo e mi disse di procedere".

"Allora telefonai a Vialli e lo invitai a casa mia, a Fusignano, per una cena - ha ricordato Sacchi alla 'rosea' -. L’appuntamento saltò, ma ci parlammo al telefono. Gianluca fu molto sincero. Era lusingato dall’offerta, ringraziava Berlusconi, però aggiunse: «Preferisco essere un protagonista in provincia che uno qualsiasi in città». Tentai di convincerlo. «Gianluca - feci -, ma tu hai tutto per essere un protagonista anche in città». E cominciai ad elencargli gli obiettivi, i progetti, i sogni che avevamo e dei quali avremmo desiderato che lui facesse parte. Niente, non ci fu nulla da fare. Lui scelse di restare alla Sampdoria, perché in quell’ambiente si sentiva in famiglia".

Sacchi, Vialli e il periodo della Nazionale Italiana

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"Poi c’è stato il periodo della Nazionale e lui decise di non vestire più la maglia azzurra - ha ricordato ancora Sacchi su Vialli -. Si sono dette tante cose, in quei giorni, persino che io e lui avessimo litigato. Niente di vero. Semplicemente Vialli aveva delle motivazioni personali che gli fecero prendere quella strada, e io quelle motivazioni le ho sempre rispettate. Era un uomo molto sincero: se dava la parola, potevi stare tranquillo che non se la sarebbe rimangiata". Mercato Milan: vice Leao, l'ultima idea di Maldini e Massara >>>