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Cardinale si tiene il Milan: l’idea di RedBird per il debito con Elliott

RedBird Cardinale Elliott AC Milan
Gerry Cardinale, managing partner del fondo RedBird e proprietario del Milan, non ha intenzione di passare la mano. Tutto il contrario
Daniele Triolo Redattore 

Gerry Cardinale, managing partner del fondo RedBird e proprietario del Milan, ha intenzione di tenersi stretto il club rossonero e sta lavorando per rifinanziare il 'vendor loan' stipulato con il fondo Elliott nel momento dell'acquisto della società di Via Aldo Rossi nel 2022. Ne ha parlato 'La Gazzetta dello Sport' oggi in edicola.

La trattativa tra il numero uno di RedBird e il fondo dei Singer, secondo la 'rosea', è iniziata ormai da diversi mesi. In netto anticipo rispetto alla scadenza per la restituzione del prestito, fissata nell'agosto 2025. L'obiettivo è arrivare ad un accordo non in prossimità del gong.


Milan, Cardinale vuole rinegoziare i termini del 'vendor loan' con Elliott

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Elliott non ha cambiato idea sulla bontà dell'investimento fatto quando ha accettato la valutazione di 1,2 miliardi di euro per il 100% delle quote del Milan, finanziando Cardinale con un 'vendor loan' (prestito del venditore al compratore) di circa il 50% del capitale. Questo sebbene i risultati sportivi del Milan di Cardinale laccino a desiderare. Negli altri settori, infatti, il club vola.

RedBird e Cardinale, per acquistare il Milan, hanno investito 650 milioni di euro. La parte restante, 550 più interessi, li ha messi Elliott. Tra poco meno di nove mesi, Cardinale dovrebbe rimborsare 693 milioni di euro complessivi alla famiglia Singer. Quella somma lì è oggetto di rifinanziamento. Interamente o in gran parte. Una strada percorribile se nuovi investitori si dimostreranno interessati ad affiancare Cardinale e garantiranno equity, ovvero soldi da girare subito alla famiglia Singer.

Cardinale sta lavorando a questa soluzione perché vuole tenersi il Milan. E vuole prolungare la scadenza del 'vendor loan' almeno di un altro triennio, fino al 2028. Le nuove tempistiche del rifinanziamento sono tuttora oggetto di trattativa e sono chiaramente legate al tasso d’interesse. Non va escluso - secondo la 'rosea' - che in gioco possa entrare un altro fondo. Insomma c’è ancora da lavorare, ma l’indirizzo preso è chiaro: Cardinale non pensa a un disimpegno.

Secondo il quotidiano sportivo nazionale, a spingere Cardinale ad andare avanti non c'è soltanto la voglia di arricchire la bacheca del Milan. Egli è convinto che, grazie agli ultimi due bilanci conclusi in attivo e ad un fatturato record nella storia rossonera (457 milioni di euro), il club abbia grandi potenzialità. Per il valore del brand AC Milan, fortissimo negli U.S.A. e in Cina, ma anche per la prospettiva della realizzazione del nuovo stadio.

Ricavi, stadio, proventi Champions: perché andare via ora?

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In corso, infatti, c'è una trattativa per costruire un nuovo stadio, condiviso con l'Inter, accanto all'attuale impianto 'Giuseppe Meazza', in zona San Siro. Uno stadio di proprietà innalzerebbe i ricavi e il valore della società. E poi, con i proventi della nuova Champions League, maggiori rispetto a quelli degli anni passati, ora non avrebbe senso alzarsi dal tavolo rossonero. Motivo per cui RedBird e Cardinale hanno fissato nella qualificazione alla Champions League 2025-2026 l'obiettivo minimo stagionale.

La trattativa tra Cardinale e i Singer per il rifinanziamento del debito dovrà concludersi, ha chiosato 'La Gazzetta dello Sport', entro agosto, quando scadranno i termini dell'attuale 'vendor loan'. E se Cardinale, alla fine, non riuscisse nel suo intento? Elliott - come fece con Yonghong Li nel 2018 - escuterebbe il pegno e si riprenderebbe il Milan. Un'eventualità, però, della quale RedBird è convinta che non si concretizzerà. LEGGI ANCHE: Calciomercato Milan – Clamoroso: il Diavolo soffia l’attaccante all’Inter >>>

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