Milan-Lecce 2-2: Diavolo bello a metà, ma così non basta

Milan-Lecce 2-2: Diavolo bello a metà, ma così non basta

I gol di Hakan Calhanoglu e Krzysztof Piatek avevano illuso i rossoneri, rimontati due volte agli ospiti: a ‘San Siro’ Milan-Lecce è terminata 2-2

di Daniele Triolo, @danieletriolo

ULTIME MILAN – Ieri sera, a ‘San Siro‘, Milan-Lecce è terminata 2-2 con una saetta di Marco Calderoni al 92′: un gran gol dalla distanza del difensore salentino che ha lasciato sgomento Stefano Pioli, al debutto sulla panchina rossonera. Il ‘Corriere della Sera‘ oggi in edicola ha spiegato come, evidentemente, il tecnico emiliano avesse immaginato tutt’altro tipo di esordio con il Milan. Anche perché il Diavolo era partito forte, con un’anima e, per la prima mezzora di gioco, i tormenti dell’era Marco Giampaolo sembravano essere quasi un ricordo. A lungo andare, però, si è rivelato tutto un’illusione e le difficoltà sono tornate, prepotenti, ad affacciarsi in casa Milan contro un Lecce che ha conquistato i suoi 7 punti tutti lontano dalle mura amiche.

La nuova squadra, disegnata da Pioli, ha occupato bene il campo, ha fatto girare veloce il pallone, proteggendo la difesa. Il tecnico ha sistemato Franck Kessié a sinistra per proteggere le scorribande di Theo Hernández, rilanciato Lucas Paquetá, scelto Rafael Leao a discapito di Krzysztof Piatek al centro dell’attacco. Il suo Milan, ha sottolineato il quotidiano generalista, è sembrato essere molto vicino a quello razionale di Gennaro Gattuso. Semplicità e convinzione. E i risultati sono stati immediati: un gol, di Hakan Calhanoglu, altri due tiri fuori bersaglio del turco, due di Jesús Suso deviati dall’ex Gabriel. E tante palle-gol sciupate da Leao. 

La determinazione con cui il Milan ha approcciato alla partita ha fatto nascere il sospetto che tante delle difficoltà di inizio stagione fossero da attribuire allo scarso feeling del gruppo con Giampaolo. Il Lecce, per i primi 30′, è stato davvero poca cosa. La situazione, però, è cambiata nella ripresa perché il Diavolo si è allungato, tenendo il pallone ma senza graffiare. Così, all’improvviso, è venuta fuori la squadra di Fabio Liveranigrazie a un rigore, concesso attraverso il V.A.R., per un fallo di mano di Andrea Conti.

Gigio Donnarumma ha respinto il tiro di Khouma Babacar, che è stato però il più lesto a ribattere in rete. Il Milan a quel punto è andato in barca. Pioli ha provato a metterci una pezza inserendo Rade Krunic per Paquetá, che non difendeva più, e Piatek per Leao, bravo a muoversi negli spazi ma disastroso davanti alla porta. Il polacco è tornato a fare il suo mestiere: la prima palla è anche il primo gol su azione della stagione (assist al bacio di Calhanoglu), valso il momentaneo 2-1. Ma il Lecce, che il secondo tempo lo ha giocato con piglio diverso dal primo, non ha mollato. E, approfittando di una leggerezza in fase difensiva di Lucas Biglia, con la saetta di Calderoni ha fatto precipitare il Milan all’inferno un’altra volta. Questo il commento di Pioli al termine del match: continua a leggere >>>

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