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MILAN-GENOA

Poco Milan, San Siro contesta: Diavolo ottavo e fischi dei tifosi

Álvaro Morata AC Milan Milan-Genoa 0-0 Serie A 2024-2025
Il Milan pareggia 0-0 a 'San Siro' contro il Genoa nella serata della festa dei 125 anni del club. E i tifosi non reggono più la situazione
Daniele Triolo Redattore 

Ieri sera, a 'San Siro', il Milan di Paulo Fonseca ha pareggiato 0-0 contro il Genoa di Patrick Vieira nella sera in cui si festeggiavano i 125 anni di storia del club. Dopo aver supportato la squadra per tutta la partita, al termine del match i tifosi del Diavolo si sono ribellati all'ennesima delusione stagionale.

Si può parlare, dunque, secondo 'La Gazzetta dello Sport' oggi in edicola, di un "compleanno con contestazione" per il Milan. Tra i cori della protesta dei tifosi rossoneri, spiccava il "Noi non siamo americani". Fuori dallo stadio di 'San Siro', subito dopo la gara contro il Genoa, poi, esposto un eloquente striscione rivolto alla società: "Della vostra mediocrità ne abbiamo abbastanza".

Milan-Genoa 0-0, esplode l'ira dei tifosi a fine partita

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Per la 'rosea', i messaggi impliciti della tifoseria organizzata rossonera, nei confronti di chi amministra il club di Via Aldo Rossi, erano ben chiari: Milan ai milanisti, il Milan non è un asset finanziario. "Impietoso, ai confini dell’irriguardoso, il confronto tra la legione di fuoriclasse rossoneri, in tribuna per i 125 anni del Diavolo, e la batteria di giocatori che sul campo non riuscivano a rifilare un golletto al Genoa", ha incalzato poi il quotidiano sportivo nazionale.

In Milan-Genoa, alla fine, la squadra di Fonseca ai punti avrebbe anche meritato di vincere, per aver creato più occasioni e colpito una clamorosa traversa nella ripresa con Álvaro Morata. Ma nel calcio conta buttarla dentro, e, soprattutto, contano i risultati. Che per il Diavolo, in campionato, sono orripilanti. Ottavo posto nella classifica di Serie A, ora dietro il Bologna, sul campo di cui il Milan deve recuperare una partita che, se vinta, oggi varrebbe la qualificazione alla Conference League.

Unici raggi di sole nella serata meneghina, oltre alle tante leggende rossonere sfilate sul prato di 'San Siro' con i trofei vinti e la bellissima maglia celebrativa 'vintage' per i 125 anni, la prestazione di Álex Jiménez, che non ha fatto di certo rimpiangere il Theo Hernández dell'ultimo periodo. "Fonseca ha vinto il suo personale braccio di ferro con il francese ribelle, ma ha perso contatto con la zona Champions e forse con la squadra", l'amaro commento - a tal proposito - de 'La Gazzetta dello Sport'.

Bene Jiménez. Ma quanti giocatori lottano per Fonseca?

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Meno scintillante di Álex Jiménez l’altro giovanissimo, il 2007, il fantasista Mattia Liberali, però propositivo al punto di procurarsi quasi un rigore per un quasi fallo di Fabio Miretti e altrettanto volonteroso, visto che per una copertura ha rischiato il rigore sullo stesso Miretti. Al di là del commento sul match, partita lenta e noiosa in cui, come detto, il Milan ai punti avrebbe anche potuto meritare qualcosina in più, colpisce l'analisi finale fatta al quotidiano sportivo nazionale.

"Restiamo convinti che la valenza tecnica di questo gruppo sia di molto superiore al gioco che il Milan esprime. Oggi il calcio di Fonseca è ambizioso e basta, una sorta di “vorrei, ma non posso”: non c’è sveltezza al passaggio e non c’è ferocia. Forse il Milan non capisce Fonseca. A spanne è lo stesso problema di Thiago Motta con una differenza di rilievo: alla Juve la squadra si batte per il suo allenatore, come dimostrano i pareggi all’ultimo respiro nelle ultime due giornate. Al Milan non sappiamo quanti giocatori lottino per Fonseca e quanti pensino che non sarebbe male se l’allenatore venisse cambiato". Una riflessione che, magari, stanno facendo anche ai piani alti in società. LEGGI ANCHE: Il Milan di Fonseca è un disastro: i motivi del fallimento del progetto >>>

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