Dinastia Maldini: dopo Cesare e Paolo ecco Daniel. Lui sforna gol

Dinastia Maldini: dopo Cesare e Paolo ecco Daniel. Lui sforna gol

ULTIME NOTIZIE MILAN NEWS – Prosegue, in casa rossonera, la dinastia Maldini. Dopo due difensori, però, ecco Daniel Maldini, di professione attaccante

di Daniele Triolo, @danieletriolo
Daniel Maldini Milan

ULTIME NOTIZIE MILAN NEWS – ‘La Gazzetta dello Sport‘ oggi in edicola ha dedicato un approfondimento alla dinastia Maldini nel Milan. Un cognome che si intreccia a due colori, il rosso ed il nero, e ad una squadra dagli anni Cinquanta fino ai giorni nostri.

Cesare Maldini, il capostipite della dinastia

 

Le prime emozioni rossonere di un Maldini risalgono, infatti, al 1954 quando Cesare Maldini, triestino di nascita, sbarcò a Milano per vestire la maglia del Diavolo per 58 milioni di lire. Una cifra da capogiro all’epoca, specialmente per un calciatore che, di ruolo, faceva il difensore.

Nel Milan di Béla Guttman prima e del ‘ParónNereo Rocco poi, Cesare Maldini fece di tutto. Terzino destro, stopper, libero. Sempre con affidabilità, bravura ed eleganza. Nel 1963, a Wembley, marcò Eusebio nella finale di Coppa dei Campioni contro il Benfica. Da capitano, alzò al cielo quella coppa dalle grandi orecchie, la prima nella storia del Milan.

Cesare diventerà poi anche allenatore, guidando, nel 2001, anche il Milan nel quale, ormai già da tempo, il figlio Paolo faceva faville. Quartogenito di Cesare, Paolo Maldini, da piccolo, aveva in camera il poster dello juventino Roberto Bettega. Nel momento, però, in cui decise di provare a giocare a calcio, chiese al papà di portarlo dai rossoneri.

Paolo Maldini, il difensore più forte di sempre

 

Anno di grazia, 1978. Nel 1985, ad Udine, un coraggioso Nils Liedholm gettò nella mischia un Paolo Maldini appena 16enne, regalandogli, da terzino destro, l’esordio in Serie A. Sarà nel Milan di Arrigo Sacchi, tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio degli anni Novanta, che Paolo Maldini, da terzino sinistro, vincerà tutto, in Italia e nel Mondo. Consacrandosi come uno dei migliori difensori di sempre.

Sollevò, da capitano rossonero, la Champions League in Inghilterra nel 2003 (proprio come suo papà) e poi quella del 2007 ad Atene. Si arriva, quindi, ai giorni nostri, con Daniel Maldini, secondogenito di Paolo, il quale, però, rispetto a nonno e padre, ha voluto ‘spezzare la tradizione’. Basta con i difensori, ora è il turno degli attaccanti.

Daniel Maldini, colui che ha rinverdito la tradizione

 

Daniel Maldini, classe 2001, fa il trequartista, ma può giocare anche da seconda punta. Nelle Giovanili portava il numero 10 sulle spalle. Non dà punti di riferimento in campo, gioca tra le linee. Stefano Pioli, tecnico rossonero, lo ha fatto esordire in Serie A il 3 febbraio scorso, in occasione di Milan-Verona 1-1 a San Siro.

Poi, un’altra presenza, in Milan-Cagliari 3-0 del 1° agosto scorso. Il tutto fino a quel destro a giro sul secondo palo che, l’altra sera, ha infilato il portiere del Monza. Era un’amichevole, è vero, ma si tratta pur sempre del primo gol di Daniel Maldini in Prima Squadra. Non ufficiale, ma il primo acuto tra i professionisti è una gemma che lascia intravedere tutto il talento del più giovane della dinastia Maldini.

Tanti i complimenti arrivati al giovane Daniel dopo la prodezza: amici, colleghi, addetti ai lavori. E papà Paolo, presente allo stadio la sera di Milan-Monza, ha dichiarato: “Starà a lui consolidare la sua posizione all’interno della Prima Squadra e provare a trovare spazio”. La sfida è lanciata, la dinastia Maldini nel Milan è rinnovata. CONVINCONO, PERÒ, ANCHE GLI ALTRI GIOVANI DI PIOLI: L’APPROFONDIMENTO VIDEO >>>

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