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Gazzetta – Donnarumma bersaglio dei tifosi: solo fischi a San Siro

Gianluigi Donnarumma (portiere PSG) qui durante Italia-Spagna 1-2 di Nations League | News (Getty Images)

Gianluigi Donnarumma subissato di fischi in occasione di Italia-Spagna, semifinale di Nations League. La ricostruzione della 'rosea'

Daniele Triolo

'La Gazzetta dello Sport' in edicola questa mattina ha dedicato un approfondimento a Gianluigi Donnarumma, il quale, ieri, al suo ritorno, per la prima volta, nello stadio di 'San Siro' dopo il trasferimento a costo zero dal Milan al PSG, è stato subissato di fischi dai suoi stessi tifosi.

"L'Italia perde in campo e fuori", ha esordito, nel suo articolo, il collega Fabio Licari, che ieri si era speso nel vano tentativo di proteggere Donnarumma da una contestazione annunciata. "Due gol della Spagna ed una sfilata di autogol dei 'tifosi' alle spalle di Donnarumma, fischiato dall'inizio alla fine", ha quindi proseguito nel suo pezzo.

"Facile lamentarsi dell'accoglienza di Wembley, dell'antisportività degli inglesi, del Fair Play parola vuota, della medaglia d'argento tolta subito dal collo, e poi comportarsi più o meno allo stesso modo. Contro il nostro portiere e contro gli avversari". All'entrata in campo per il riscaldamento, ha evidenziato 'La Gazzetta dello Sport', fischi per Donnarumma. Misti, però, a qualche applauso.

In tribuna, però, c'era ancora poca gente. Quindi, test poco attendibile. Quando, invece, lo stadio si è riempito, per la lettura delle formazioni, bordate di fischi hanno coperto l'annuncio del nome di Donnarumma. "Domanda - ha scritto Licari nel suo articolo -: ci sono soltanto tifosi del Milan? Difficile. Più probabile che la cultura dell'odio sia un virus trasversale".

Quindi, dagli spalti di 'San Siro' hanno iniziato a fischiare anche gli spagnoli. Inno nazionale compreso. Dopo è diventato il Donnarumma-day. Ad ogni tocco di palla, ad ogni intervento, 'San Siro' si è acceso d'odio. Addirittura Sergio Busquets, ha sottolineato l'approfondimento della 'rosea', è andato a consolarlo in occasione della papera che stava portando avanti le 'Furie Rosse'.

Stesso copione nel secondo tempo. "Fare gli indignati il giorno dopo, però, è esercizio stucchevole - ha concluso il collega Licari -. Gli incivili sono qui, tra noi, e allo stadio hanno libertà d'azione. Ma agli incivili è permesso tutto. E la colpa è anche di chi dovrebbe controllare". Milan, un colpo da Champions League per la difesa? Le ultime >>>

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