Rafael Leao: la nuova pantera del Milan e quel paragone con Weah

Rafael Leao, classe 1999, ci ha messo un po’ ad ingranare in questa stagione ma ha numeri da fuoriclasse assoluto. In tanti già ricordano Re George

di Daniele Triolo, @danieletriolo

ULTIME MILAN – In estate il Milan, bisognoso di realizzare plusvalenze, ha deciso di cedere un prodotto della propria ‘cantera‘, quel Patrick Cutrone tanto amato dai propri sostenitori, agli inglesi del Wolverhampton. La dirigenza del club di Via Aldo Rossi ha quindi deciso di rimpiazzarlo andando a pescare dal Lille, club controllato per circa il 20% dal fondo Elliott Management Corporation, il più giovane Rafael Leao.

Rafael Leao, classe 1999, di nazionalità portoghese ma di origini angolane, è nato e cresciuto calcisticamente nello Sporting Lisbona, società da cui poi se n’è andato a parametro zero rescindendo il contratto dopo l’assalto dei tifosi biancoverdi a giocatori ed all’allora tecnico Jorge Jesús nel centro sportivo di allenamento dei ‘Leões‘. Il Lille, quindi, è stato bravo ad annetterlo nelle proprie fila ed a fornirgli un’occasione per dimostrare tutto il suo talento.

In Francia, alla sua prima ed unica stagione, 24 presenze complessive e 8 reti, in un’annata terminata con la qualificazione della squadra transalpina in Champions League. Quindi, il trasferimento al Milan che, in lui, ha visto lampi di potenziale fuoriclasse. Magari, quel fuoriclasse che, con la maglia del Diavolo, dal luglio 1995 al gennaio 2000, ha segnato 58 gol in 147 gare, vincendo anche due Scudetti (1996 e 1999).

Stiamo parlando di George Weah, oggi Presidente della Liberia e dedito 24 ore su 24 alla politica ma che, nel recente passato, ha infiammato gli spalti di ‘San Siro‘ e regalato anni magici al popolo rossonero. Così come Weah, Rafael Leao ha movimenti da pantera, il passo felpato ed un’irrefrenabile progressione quanto parte in velocità. Così come ‘Re George‘, anche il giovane attaccante lusitano possiede indubbie qualità fisiche (il liberiano era forse più potente, n.d.r.) unite ad una tecnica di base che, spesso, lascia interdetti gli addetti ai lavori e stordisce le difese avversarie.

Il primo, e finora unico, gol di Rafael Leao con la maglia del Milan è giunto al termine di una spettacolare azione personale, con un elegante slalom in area di rigore tra le maglie della difesa avversaria, contro la Fiorentina, prima di un chirurgico diagonale sul palo più lontano a sorprendere il portiere ospite. Alzino la mano in quanti, tra i tifosi rossoneri nella fascia di età tra i 30 ed i 45 anni, hanno ricordato lo splendido gol di Weah in Lazio-Milan 0-1 del 3 dicembre 1995, quando l’allora numero 9 rossonero infilò in velocità tutta la retroguardia capitolina, o la cavalcata per tutto il prato di ‘San Siro‘ datata 8 settembre 1996, Milan-Verona 4-1.

Paolo Maldini e Zvonimir Boban, che di quel George Weah erano compagni di squadra, probabilmente ci hanno visto molto lungo. Sebbene le origini di Rafael Leao siano identiche a quelle di Eusébio, stella del Benfica tra il 1960 ed il 1975, con 473 gol in 440 gare disputate, non c’è dubbio che il numero 17 rossonero ricordi più l’ex attaccante del Milan. Un paragone, forse anche scomodo, visto che Weah, in carriera, ha anche alzato al cielo il Pallone d’Oro, primo ed unico africano della storia, ma che senza dubbio può alimentare, nei sostenitori del Milan in questo particolare momento di difficoltà, qualche speranza di rivedere la luce.

Alessandro ‘Billy’ Costacurta, ex difensore rossonero, ai microfoni di ‘Sky Sport‘, ha avvalorato questa similitudine ed anche in Luca Serafini, giornalista sportivo e tifoso del Milan, si è accesa la medesima lampadina: “Rafael Leao è un piccolo fenomeno. È vivo, letale: punta e salta l’uomo. Ha una tecnica impressionante. Il gol che ha fatto contro la Fiorentina e l’azione che ha rifatto contro il Genoa davvero mi hanno ricordato Weah. È strutturato diversamente, ma quando Fabio Capello vide Weah per la prima volta a Milanello si mise le mani nei capelli. Sembrava un cameriere che corre col vassoio, poi però è diventato il Weah che ha vinto il Pallone d’Oro”. Forza Diavolo, con Rafael Leao non tutto è perduto. Intanto, sul fronte mercato, il Milan pensa ad un rinforzo a metà campo per gennaio: continua a leggere >>>

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