Zaccheroni: “Scudetto, il Milan non mollerà. Inter seconda” | News

ULTIME NOTIZIE MILAN NEWS – Alberto Zaccheroni, tecnico dello Scudetto del 1999, ha parlato di un Milan favorito nella corsa al titolo in questa stagione

di Daniele Triolo, @danieletriolo
Alberto Zaccheroni

Zaccheroni fa le carte al campionato: Milan da Scudetto

 

ULTIME NOTIZIE MILAN NEWSAlberto Zaccheroni, ex allenatore del Milan dello Scudetto nel 1999, ha rilasciato un’intervista a ‘ilgiornale.it‘. Queste le dichiarazioni più interessanti di Zaccheroni.

Sulle analogie tra questo Milan e quello del 1998-1999: “L’unica analogia che vedo è relativa al fatto che il Milan non era vista come la favorita per il titolo. Il mio Milan, però, era pieno di qualità ma con giocatori da motivare in quanto già sazi di vittorie. Qui invece è il contrario: ci sono giocatori giovani, molto motivati che hanno l’occasione della vita. La qualità rispetto alla mia squadra è inferiore ma questo dà la portata del grande lavoro che stanno facendo i rossoneri. Ci sono due-tre giocatori esperti e tutti giovani che stanno facendo bene. Io nel 98-99 fui bravo a capire i giocatori, a entrare nella loro testa. Ma il grande merito resta dei giocatori di qualità che avevo. Senza di loro nessun allenatore può vincere qualcosa di importante. Il mister deve avere il compito di capire il materiale tecnico e umano che ha a disposizione e metterlo nelle condizioni di rendere al meglio per la squadra”.

Zaccheroni su chi ha la rosa migliore per il titolo: “Credo sia innegabile che la Juventus abbia l’organico più forte e completo e questo non possiamo negarlo. Anche l’Inter ha una rosa superiore ai rossoneri, a cascata tutte le altre. Al termine dello scontro diretto Milan-Juventus, però, ero collegato con la ‘Domenica Sportiva‘ e mi sono permesso di dire come la Juventus non abbia ancora trovato la quadra. Dunque aspetterei a mettere la squadra di Andrea Pirlo come la favorita per lo Scudetto. Siamo già a metà campionato e io in questo momento mi oriento su un derby meneghino. Mi viene da dire che il Milan è la squadra che gioca maggiormente in fiducia e che ha dunque più chance di vittoria. Però non si dica che i rossoneri hanno la rosa più forte del campionato perché non è così, Inter e Juventus hanno qualcosa in più e questo fa capire come il Milan stia facendo qualcosa di eccezionale”.

Zaccheroni su Paolo Maldini come simbolo della rinascita del Milan: “Assolutamente. Maldini anche da giocatore era un grandissimo e si sta confermando tale da dirigente. Io devo molto a Paolo nella mia esperienza da allenatore al Milan. Lui, Alessandro Costacurta, Demetrio Albertini e tanti altri senatori sono stati importantissimi per il mio percorso in rossonero. Paolo era il primo ad arrivare al campo, l’ultimo ad andare via e tutto questo nonostante avesse già ampiamente dimostrato in carriera. Non avevo dubbi che sarebbe stato un dirigente fantastico, la sua grande qualità e saper compattare l’ambiente. Paolo riesce sempre a essere calmo, pacato e queste sono cose che conferiscono sicurezza anche al mister e alla squadra”.

Zaccheroni sul lavoro di Stefano Pioli nel Milan: “Stefano ovunque è andato ha fatto sempre bene all’inizio, è un tecnico che sa lavorare bene. Ricordo le sue esperienze alla Lazio, al Bologna, all’Inter e alla Fiorentina ad esempio. Poi in corso d’opera si è sempre perso via per diverse ragioni mentre questa volta al Milan è riuscito a trovare una continuità di risultati incredibile. Dopo la pesante sconfitta di Bergamo nel dicembre del 2019 la squadra sembrava morta ma lui con l’aiuto anche di un giocatore come Zlatan Ibrahimović è riuscito a risollevare le sorti della squadra e finora i risultati si sono visti”.

Zaccheroni sui giocatori del Milan che finora l’hanno sorpreso di più: “Sono diversi ma penso che due su tutti siano l’emblema di come il Milan sia cambiato da un anno a questa parte: Zlatan Ibrahimović e Hakan Çalhanoğlu che ha finalmente trovato la sua collocazione corretta in campo ed è sempre decisivo per le sorti del Milan. Ne potrei citare tanti altri e anche il mister ma è evidente come i meriti vadano divisi tra tutti i membri della rosa”.

Zaccheroni sulla sua favorita per lo Scudetto: “Non lo so ancora è lunga. Io penso che il Milan, se non succede qualcosa di grave nello spogliatoio, non mollerà. Sono forti, fanno prestazioni, non si buttano giù. Ripeto, se non si rompe qualcosa nello spogliatoio i rossoneri ci saranno fino alla fine. Io penso che l’Inter è la seconda candidata al titolo dopo il Milan ma deve farsi trovare pronta. I nerazzurri non hanno ancora trovato la quadra al 100%, soprattutto a centrocampo che è il cuore della squadra. Marcelo Brozović ed Arturo Vidal vanno a corrente alternata e l’unico che ha quasi sempre reso è Nicolò Barella. Poi c’è la Juventus che può ancora dire la sua e le altre ma io vedo un Milan agguerrito e con voglia di vincere”.

Zaccheroni su un aneddoto del Milan 1999:  “Io ne ricordo sempre uno in particolare. Quando noi andammo a Udine, che fu poi la prima delle sette vittorie di fila, la Lazio era prima in classifica e giocava con la Juventus in anticipo il sabato. Quando noi arrivammo all’aeroporto qualcuno ci ha comunicato che la Juventus aveva battuto la Lazio. Mi sono girato, ho guardato gli occhi dei miei giocatori e brillavano. Il giorno dopo è arrivato Adriano Galliani e gli dissi ‘Non so se vinceremo lo Scudetto, perché la Lazio è davanti ma di certo noi abbiamo sette partite davanti e le vinceremo tutte e sette’, così è stato e abbiamo vinto poi il titolo. Ripeto, però, quando hai i giocatori bravi basta saperli utilizzare nella maniera corretta. Li ho allenati, ho vinto lo scudetto e dovrei dire che sono stato bravo io, ma invece no…io ho solo trovato solo la quadra, li ho portati al rush finale con un’alta motivazione e alla fine sono stato ripagato dalla loro classe e qualità”.

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