Virdis: “Al Milan ricordi indelebili. Due partite sono state indimenticabili”

L’intervista al grande Pietro Paolo Virdis, ex attaccante del Milan, tra i bomber più prolifici della storia. Le dichiarazioni al canale ufficiale rossonero

di Giacomo Giuffrida, @GG_Giuffrida
Pietro Paolo Virdis Milan

NEWS MILAN – L’intervista a Pietro Paolo Virdis, storico attaccante del Milan a metà degli anni ’80. Al canale ufficiale rossonero ha ricordato il suo passato tra Rivera, Sacchi e Baresi. L’idolo Maradona, Gigi Riva e le sue esultanze storiche.

Il suo arrivo al Milan: “Giocavo all’Udinese, avevo fatto un campionato buono e prima una rottura di ginocchio. Mi chiamò Rivera che allora era il vice-presidente. Fu una grande gioia. Fecero una specie di sondaggio nello spogliatoio, tra i giocatori più importanti, avevano fatto il mio nome. Era una grande occasione. L’Udinese aveva preso Zico, ma il Milan era il Milan. Gioia immensa”.

Due partite e una foto indimenticabili: “Non dimenticherò mai la vittoria nel derby per 2-0, ma anche il 3-2 contro il Napoli con due gol miei. Non ci diede la matematica certezza dello Scudetto, ma qualche certezza in più sicuro. La foto indimenticabile è quella della mia esultanza con le braccia alzate nel secondo gol al Napoli”.

Un ricordo di Arrigo Sacchi: “Arrigo ci trovava la sera per le ultime istruzioni, su chi avrebbe giocato e no. C’era la vedetta che ci avvisava, sta arrivando Sacchi. Ci motivava sempre”.

Su Baresi e i suoi difensori preferiti: “Amo ricordare il Capitano, Franco Baresi, che per me è stato grandissimo. Baresi-Scirea in difesa, in porta Giovanni Galli e a centrocampo Ruud Gullit”.

Su due fenomeni del calcio, Diego Armando Maradona e Gigi Riva: “Maradona fuori competizione, stratosferico. Non l’ho mai visto prender palla e lasciarla sull’esterno. Ogni volta era un’invenzione. Da ragazzino ho vissuto il grande Cagliari di Gigi Riva. Mio padre non si è mai messo in mezzo alla mia vita da calciatore. Stavo 7-8 ore nei campetti di casa, spazi angusti, poi spariti, cancellati da palazzoni. A scuola preferivo la matematica. Pregi pochi, difetti tanti, ma mai dirli così apertamente”

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