Tassotti: “Maldini è il Milan. Bisogna tenere Ibra e non cederei Calabria”

Tassotti: “Maldini è il Milan. Bisogna tenere Ibra e non cederei Calabria”

ULTIME NOTIZIE MILAN NEWS – Mauro Tassotti, grande ex rossonero tra campo e panchina, ha parlato del momento della squadra rossonera: le sue dichiarazioni

di Daniele Triolo, @danieletriolo
Mauro Tassotti

ULTIME NOTIZIE MILAN NEWSMauro Tassotti, ex calciatore ed ex vice allenatore del Milan, oggi secondo di Andriy Shevchenko sulla panchina della Nazionale Ucraina, ha parlato ai microfoni de ‘La Gazzetta dello Sport‘ in edicola questa mattina. Queste le dichiarazioni di Tassotti:

Sulla ricerca da parte del Milan di un nuovo terzino destro: “Non capisco perché si debba cedere un ragazzo come Davide Calabria che arriva dal vivaio. Certo, assicurerebbe una preziosa plusvalenza. Certo, non ha fatto una buona stagione. Ma io gli darei altre chance”.

Sull’interesse rossonero per Denzel Dumfries e Serge Aurier: “Dumfries sarebbe un prospetto, ma come detto io non toglierei chance a Calabria. Ed Andrea Conti è stato penalizzato dagli infortuni, perciò cederlo adesso non avrebbe senso, neppure considerando la situazione di bilancio del club. Le sue quotazioni potrebbero risalire”.

Sul rinnovo di Zlatan Ibrahimović: “Se lo terrei? Logicamente sì. È forte, fortissimo. Vale un sacrificio economico. Dal Milan ha avuto, al Milan ha dato. L’età è quella che è, ma credo sia possibile trovare un accordo per restare insieme. C’è l’aspetto tecnico, indiscutibile, e c’è il resto. Rafael Leão, per esempio, con lui è cresciuto. E poi se non rimane ci sarebbe da cercare un’altra soluzione. Non sarebbe facile”.

Ancora su Ibra: “Milan appeso all’attesa della firma di Zlatan? Non credo, immagino che i dirigenti abbiano già pensato ad altre strade, però sostituire Ibrahimović è piuttosto complicato. È anche difficile gestirlo, vuole giocare sempre e comunque. Ma è un uomo intelligente. Capisce quello che può fare e Stefano Pioli è stato bravo nel trovare un’intesa. Lo ha fatto rendere al massimo”.

Sul calciomercato del Milan che sembra bloccato: “Non mi pare che si muovano molto neanche gli altri club. La stagione è stata strana, saranno strane le conseguenze”.

Sul Milan tanto lontano dai vertici della classifica: “Dalla vetta sì, perché certamente per il momento Juventus e Inter viaggiano su altri binari. Però non mi sembra che le altre società abbiano fatto tanto per avvicinarsi e credo che con qualche ritocco il Milan possa giocarsela con tutte. Credo che non abbia molto da invidiare alla Lazio o alla Roma. Soltanto, ha bisogno di un po’ di tempo, perché molti giocatori sono giovani e hanno bisogno di fare esperienza. La qualità c’è. Non si fanno tanti punti in un finale di campionato, per quanto strano sia stato quello che abbiamo visto in Italia dopo il lockdown, soltanto per caso. La base c’è. Il Milan deve mantenere la continuità di rendimento. Poi ci sarà da integrare”.

Sulle mosse da fare sul mercato: “Due o tre acquisti sono sufficienti. Il Milan già così non è una squadra tecnicamente scarsa e con i successi di questi mesi ha acquistato fiducia. La fiducia è importante per raggiungere grandi traguardi”.

Sugli acquisti da fare: “Un terzino destro, un centrocampista ed un centrale di difesa? Tutto dipende da Ibrahimović. Se non restasse bisognerebbe ripensare tutto”.

Sull’opportunità che Paolo Maldini resti al Milan: “Fa bene a restare a prescindere. Per le competenze, per quello che fa, per la sua storia e il valore che il suo nome ha nel mondo. Paolo è il Milan. Dicono che abbia sbagliato qualche scelta: non si mette in croce un dirigente per questo. Bisogna anche dare il tempo di sbagliare”.

Sul fondo Elliott che forse dovrebbe spendere di più per il club: “Questi proprietari hanno speso, si sono ritrovati fra le mani tanti contratti pesanti, hanno visto sfilare giocatori importanti come Gonzalo Higuaín e Leonardo Bonucci. Il momento è quello che è. Non condanno Elliott. Il Milan però deve tornare al top e ripeto che secondo me non manca tanto per arrivarci”.

Sui punti di ripartenza di questo Milan: “Deve ripartire dalla conferma dei giocatori fondamentali. Non soltanto Ibrahimović, ma Theo Hernández, Ismaël Bennacer, Ante Rebić, ovviamente Gigio Donnarumma ed Alessio Romagnoli. Il Milan ha una base. Se riesce a conservarla, non ci sarà bisogno di molto altro. Servirà un po’ di tempo, ma i tifosi hanno già dimostrato di avere pazienza. Se si percepisce la volontà di tornare a certi livelli, si può sopportare l’attesa”.

Sulla partita di Europa League tra Inter e Shakhtar Donetsk: “Sto studiando la situazione. Lo Shakhtar sta bene, però contro l’Inter è tutto diverso. L’Inter è una squadra di grande qualità e la tecnica cambia tutto”.

Su Andrea Pirlo allenatore della Juventus: “Andrea è stato un giocatore magnifico. Fare l’allenatore è un altro mestiere e bisognerà vedere se ce l’ha nel sangue. Ma se la Juventus l’ha scelto, avrà avuto i suoi indizi”.

Sulla possibilità che lui lo raggiunga in bianconero: “Nessuno mi ha chiamato e sto bene dove sto. Direi molto bene”.

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