Savicevic: “Ho sempre il Milan dentro di me. Ma ora conta la salute”

Dejan Savicevic, ex calciatore del Milan dal 1992 al 1998 ed oggi Presidente della Federcalcio del Montenegro, in esclusiva per ‘La Gazzetta dello Sport’

di Daniele Triolo, @danieletriolo
Dejan Savicevic Milan

NEWS MILANDejan Savicevic, ex calciatore del Milan di Fabio Capello per tante stagioni, dal 1992 al 1998, ed oggi Presidente della Federcalcio del Montenegro, ha parlato in esclusiva per ‘La Gazzetta dello Sport‘ oggi in edicola. Queste le dichiarazioni integrali di Savicevic:

Sui calciatori ‘atipici’ che hanno giocato nel Milan: “I giocatori atipici nella storia del Milan sono sempre stati tanti e in qualche modo hanno fatto la fortuna del club. Ora però credo che sia più opportuno occuparsi di come stanno vivendo le persone. Ho tanti amici a Milano e nel resto della Lombardia e sono preoccupato”.

Su come si vive da ‘atipici’ nel cuore del Milan: “Io sono stato benissimo e ho sempre il Milan dentro di me, così come i tanti amici di Milano e dintorni. Il calcio inteso come fatto tecnico però adesso è marginale. La preoccupazione maggiore al momento è quello della salute della gente. Ho visto immagini che non mi sarei mai immaginato di vedere. Cose da non credere. Siamo preoccupati tutti, anche nel mio Paese ci sono tante persone che hanno legami con l’Italia e la cosa è terribile”.

Sulla situazione coronavirus in Montenegro: “Più o meno uguale. Anche se l’allarme è minore perché non ci sono tutti questi numeri di contagi e morti. Mi dispiace tanto per quello che è successo in Italia, ma anche in Inghilterra e in Spagna. Credo che un po’ tutti abbiano sottovalutato il problema, d’altra parte non è facile combattere quello che non vedi. L’Italia è partita prima e ha pagato un prezzo alto, gli altri a ruota hanno commesso gli stessi errori. Ma bisogna essere fiduciosi e pensare che il calcio ripartirà, dopo che sarà ripartita la vita di tutti. La vita normale, non la quarantena in case più o meno confortevoli”.

Sui problemi del Montenegro per il CoVid_19: “Ottanta contagiati, la popolazione è minuscola rispetto all’Italia ma per ora, stando alle cifre, siamo in controllo. Il picco, come si dice da voi, sta arrivando, speriamo che non sia troppo difficile da affrontare. Per ora siamo come tutti, con i supermercati in parte chiusi, gli uffici sbarrati, la circolazione ridotta a zero. Ma è una situazione nuova, in cent’anni non si era mai visto nulla del genere e non si può dare la colpa a nessuno per le misure prese più o meno nei tempi giusti”.

Sulla UEFA che ha sospeso tardi le competizioni europee: “La UEFA non ha la palla di cristallo. Questa situazione, ripeto, è nuova per tutti e cercare presunti colpevoli di presunti ritardi non serve”.

Sul licenziamento di Zvonimir Boban al Milan: “Non lo sento da un po’. Ma parlare di calcio adesso non è normale. Bisognerà aspettare il momento, poi si potranno fare tante valutazioni. Al momento mi preme la salute dei tanti che conosco a Milano. La salute del Milan viene di conseguenza”. DAMIANO TOMMASI SPAVENTA I TIFOSI DELLA SERIE A >>>

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