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INTERVISTE

Sacchi: “Tonali? Cifre irrinunciabili. Su Loftus-Cheek e Scamacca …”

intervista Sacchi Calciomercato AC Milan
Arrigo Sacchi, ex allenatore del Milan, ha parlato a 360° dei movimenti di calciomercato del Diavolo a 'La Gazzetta dello Sport' di oggi
Daniele Triolo Redattore 

Arrigo Sacchi, ex allenatore del Milan per quattro stagioni dal 1987 al 1991 e, successivamente, nel 1997, ha rilasciato un'intervista in esclusiva a 'La Gazzetta dello Sport'. Tema, le manovre dei rossoneri in questa sessione estiva di calciomercato. Ecco, dunque, le dichiarazioni del 'Profeta di Fusignano'.

Milan, Sacchi parla del calciomercato estivo del Diavolo

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Sui 'rumors' di calciomercato sul Milan: «L’importante è che, oltre alle voci, ci siano le idee. Quelle sì che sono importanti».

Sui tifosi del Milan che non sembrano avere molta fiducia dopo l'addio di Paolo Maldini e Frederic Massara e la cessione di Sandro Tonali: «Credo che i dirigenti che stanno operando abbiano in testa un progetto, almeno io me lo auguro. In tal caso, è giusto lasciarli lavorare e giudicare in seguito».

Sul licenziamento di Maldini e Massara: «Mandando via Maldini e Massara che sono stati protagonisti nell’ultimo periodo, il club si è preso un bel rischio. Se mi avessero detto, due anni fa, che il Milan avrebbe vinto uno Scudetto e sarebbe arrivato alla semifinale di Champions League, ci avrei messo subito la firma, perché gli investimenti economici non erano stati elevatissimi. Ora vediamo che cosa riescono a costruire, stando sempre attenti ai bilanci».

Sulla partenza di Tonali: «Certe cifre, per una società come il Milan, sono irrinunciabili. Ma non bisogna disperare. Vedrete che punteranno sui giovani, magari non di grande nome, e cercheranno di fare come il Napoli. Non scordiamoci che il Napoli ha vinto lo Scudetto dopo aver ceduto Kalidou Koulibaly, Lorenzo Insigne, Dries Mertens e Fabian Ruiz, cioè i quattro più famosi».

Sul possibile arrivo di Ruben Loftus-Cheek in rossonero: «È un giocatore forte fisicamente, che fa molto movimento e nel calcio di oggi fare movimento è fondamentale. Inoltre ha già una discreta esperienza internazionale e questo può aiutare tutto il gruppo a crescere».

Sull'altro obiettivo Gianluca Scamacca: «Lo conosco bene, è un bravissimo ragazzo. Lui ha grandi potenzialità che, purtroppo, non sempre riesce ad esprimere. Ha un bel tiro, è potente, forte fisicamente, anche se deve imparare ancora a muoversi di più. Il pressing e la partecipazione alla manovra sono gli aspetti da migliorare. Caratterialmente deve fare un salto di qualità. Viene da una stagione così così, quindi è una scommessa. Mi auguro che capisca di essere di fronte a un’occasione importante, che non capita tutti i giorni: ci metta tutto se stesso per sfondare, giochi con la squadra e per la squadra, a tutto campo e a tutto tempo. Allora non avrà rimpianti».

Su Charles De Ketelaere che si potrebbe svegliare: «Ah, saperlo ... Mi auguro di sì, alcune qualità si sono viste. L’impatto con la Serie A è sempre complicato per gli stranieri. Fece fatica uno come Michel Platini, che era un fuoriclasse. Trovò difficoltà persino un campione affermato come Karl-Heinz Rummenigge al primo anno in Italia. Se il Milan crede in questa ragazzo è giusto che prosegua con lui, e lui deve capire che è arrivato il momento di mostrare il proprio valore».

Sul Milan che non si svenerà sul mercato per comprare certi giocatori: «Strategia corretta. Vincere facendo i debiti, per me, significa barare. Gli americani sono molto attenti ai bilanci e io concordo con questa linea. È arrivata l’ora di far valere le idee più dei soldi, anche perché al mondo troverai sempre qualcuno più ricco di te che cerca di soffiarti un giocatore, ma se tu hai un progetto, sei già un pezzo avanti».

Sul maggiore potere per Stefano Pioli in sede di mercato e non solo: «Ricordo che cosa disse di me Carletto Ancelotti: “Era talmente convinto di quello che ci proponeva che, alla fine, ci convincemmo tutti”. Ecco, Pioli dovrà battere sul tasto della persuasione, dovrà essere determinato, dovrà farsi seguire da tutti i suoi ragazzi. E dovrà scegliere una strada tattica e percorrerla fino in fondo, senza tentennamenti o ripensamenti com’è avvenuto a un certo punto della passata stagione. Dare una linea e muoversi compatti verso l’obiettivo: questo dev’essere il progetto».

Sui tifosi del Milan che si aspettano il grande colpo di mercato: «I tifosi ricordino sempre che prima dei giocatori viene il gioco. Senza un gioco anche un grande campione fatica. Il Milan ha vinto lo Scudetto senza nomi altisonanti, ha divertito, ha entusiasmato e ha coinvolto la gente. Quello dev’essere il punto di riferimento. Giocare bene, avere spirito di squadra, etica del gruppo, possedere forti motivazioni: queste sono qualità imprescindibili se si vuole arrivare lontano. E Stefano Pioli, allenatore intelligente, conosce questi segreti». Icardi si offre al Milan: la risposta del club >>>

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