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Roma-Milan, Adani: “Possibili uomini decisivi? Pellegrini e Leao”

Daniele Adani, intervista a 'La Gazzetta dello Sport' su Roma-Milan di stasera | AC Milan News (Getty Images)

Daniele Adani, commentatore per 'RaiSport', ha parlato di Roma-Milan di questa sera a 'La Gazzetta dello Sport'. Lui la giocherebbe così

Daniele Triolo

Daniele Adani, commentatore di 'RaiSport', ha parlato di Roma-Milan, partita dell'11^ giornata della Serie A 2021-2022, in esclusiva per 'La Gazzetta dello Sport' oggi in edicola. Queste le dichiarazioni integrali di Adani.

Sulla gara: "Mi aspetto una partita aperta. Due squadre che cercano sempre di giocare. José Mourinho si è evoluto, in alcune partite ha rischiato di perdere pur di vincere. Il Milan è più completo nell’espressione calcistica, nella mentalità e nella varietà delle giocate. I due anni di Stefano Pioli sono da prendere ad esempio".

Su Mourinho e come sta cambiando: "Il calcio è andato verso una direzione con più informazioni, i giocatori sono più completi. Non basta più l’ottima gestione o l’adattarsi alla qualità dei singoli, ci vuole un lavoro con varianti e idee. Mi piace Mourinho, perché è uno che non si nasconde".

Su chi incide di più tra Mourinho nella Roma o Pioli nel Milan: "Per meriti e apertura mentale Pioli oggi è uno dei migliori tecnici italiani. Nel suo lavoro non c’è un punto debole: giovani diventati giocatori, l’entusiasmo ridato ai vecchi e alcune pedine come Simon Kjær rilanciate e diventate indispensabili. Hernandez lo ha portato ad un livello evoluto da farlo diventare importante in nazionale, Rafael Leao o Brahim Díaz sono due che quando non ci sono senti l’assenza, quando ci sono pesa la presenza".

Sulla fatica che sta facendo Henrik Mkhitaryan: "Nel 4-2-3-1 chiunque fa il trequartista deve saper essere anche centrocampista. Vale per lui e Nicolò Zaniolo, ma anche per Diaz e Leao. Micki però non è solo tecnica, ha sempre avuto forza, gamba e potenza. La chiave è capire che tipo di rientri fare: se li fa fino all’area di rigore fatica, se fa dei rientri stretti, creando un centrocampo a tre, resta lucido. Sta girando basso, deve alzare il livello".

Su cosa devono fare i mediani della Roma per contenere i movimenti dei trequartisti del Milan: "La Roma ha bisogno del lavoro di Lorenzo Pellegrini sulla prima costruzione, tra i centrali del Milan e il mediano. Deve far tardare quella giocata per dare la possibilità ai due esterni di stringere il campo e ricompattare la linea con Bryan Cristante e Jordan Veretout. Ma la Roma, che fa una fase difensiva attiva e non passiva, dovrà stare anche attenta alla palla sopra l’ultima linea. Zlatan Ibrahimovic non è uno che attacca la profondità, ma sa tirare fuori i centrali e gente come Leao o Alexis Saelemaekers sanno andare".

Sulla scelta del Milan di giocare con Ibra e non con Olivier Giroud: "Tutti e due non attaccano la profondità per età e attitudine, ma i tempi di gioco di Ibra e la sua classe a mandare gli altri Giroud non ce l’ha. Il Milan poi costruisce tanto anche con i terzini che entrano dentro il campo".

Su come giocano differentemente i terzini di Roma e Milan: "È vero. La Roma sugli esterni lavora molto sui binari: Micki e Stephan El Shaarawy da una parte e Zaniolo dall’altra giocano con il piede invertito. Gli esterni del Milan entrano, palleggiano e ti fanno superiorità numerica, quelli della Roma cercano più l’ampiezza".

Su chi dovrà preoccuparsi di più tra Zaniolo e Theo Hernández: "Si equivalgono, sprigionano tecnica in velocità. Zaniolo dovrà far preoccupare Theo, uno che non si stanca di attaccarti. Dovrà essere bravo a farlo correre all’indietro e attaccarlo nel lungo o dentro, sul piede destro, per chiamare fuori Fikayo Tomori e creare la superiorità numerica. Se Zaniolo crea dei dubbi nelle letture di Theo e Tomori lì la Roma può essere pericolosa".

Su Tammy Abraham che soffre gli spazi chiusi: "Deve migliorare nello smarcamento, scaricare meglio la marcatura con i contromovimenti, le finte o il controllo orientato. Gli ho visto fare giocate bellissime, se riesce a prendere quel mezzo secondo in più al difensore poi ha tecnica e fisico per far bene".

Su come la Roma può mettere il Milan in difficoltà e viceversa: "La Roma dovrà lavorare bene sulle catene esterne: accompagnare, far correre all’indietro gli esterni, Leao e Saelemaekers, creando dubbi ai terzini. E non può prescindere dall’entusiasmo calcistico di Pellegrini. Il Milan invece deve essere se stesso. E non uscire dalla partita come invece gli succede di recente. Gli uomini decisivi? Pellegrini, ma se giocherà anche Mkhitaryan che deve finalmente uscire dallo spartito e decidere, per bravura ed esperienza. Nel Milan quando c’è Ibra tutto passa da lui ma mi piace Leao: gioca libero di testa ed è sempre più coinvolto, felice anche di dare una mano". Milan, occhi su un forte esterno offensivo per gennaio: le ultime >>>

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