Roma, Dzeko: “Difficile dare continuità vendendo sempre giocatori forti”

Il capitano giallorosso Edin Dzeko ha spiegato come sia difficile rimanere competitivi ad alti livelli quando ogni anno si vende qualche giocatore forte

di Antonio Tiziano Palmieri
Edin Dzeko Roma

NEWS ROMAEdin Dzeko, capitano della Roma dopo che Alessandro Florenzi ha lasciato il club capitolino per andare al Valencia, ha rilasciato un’intervista ai colleghi del The Athletic. Sono tanti gli spunti che questa intervista lascia trapelare. Ecco i passaggi chiave e le risposte dello stesso Dzeko.

Sugli ultimi anni della Roma: “È un peccato per un club come la Roma non aver vinto nulla in questi anni. Spero che questo possa cambiare, perché meritiamo di vincere trofei. Qui c’è tutto quello che puoi desiderare. Dobbiamo fare questo ultimo passo e vincere qualcosa perché ogni trofeo ti dà più fiducia nel fatto di poter raggiungere traguardi più alti”.

Su cosa manca per vincere: “Se ogni anno vendi un calciatore, perdi continuità. I giocatori nuovi hanno sempre bisogno di tempo per abituarsi al campionato e al club. Ma devo dire che la Roma è cresciuta molto negli ultimi 4 anni, e ogni anno diventa sempre più grande”.

Sulla fascia da capitano lasciatagli in eredità da Florenzi: “Tutto cambia nella vita. Non ho rubato niente a nessuno, è una cosa naturale. Sono l’unico calciatore rimasto rispetto a 5 anni fa quando sono arrivato. È un privilegio per me arrivare dopo calciatori come Francesco Totti e Daniele De Rossi, che sono le più grandi leggende non solo della Roma ma anche in Italia. È una responsabilità ancora maggiore. Avevo 30 anni quando sono arrivato, l’anno prossimo ne avrò 34, non sono un ragazzino: sono pronto”.

Sulle critiche che spesso piovono sui giocatori: “Fa parte del mondo del calcio. Capisco che a volte tu segni un gol e tutti ti amano. Poi non segni per 3-4 partite e quasi tutti ti odiano. Direi che è naturale. Forse è difficile per alcuni giocatori, specialmente i più giovani. Per loro la pressione è maggiore. Per esempio, sono sicuro al 100% che non è la stessa cosa fischiare me o fischiare giocatori più giovani come Justin Kluivert”.

Nel frattempo in casa Milan è tutto deciso sul fatto che Ralf Rangnick sarà il prossimo allenatore. Per saperne di più al riguardo clicca qui >>>

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