Sugli eventuali pericoli per il percorso verso il nuovo stadio per Milan e Inter a 'San Siro': "Oggi mi ispiro a Musetti: fino alla fine bisogna restare concentrati. Come in ogni procedura e in ogni cosa non bisogna dire gatto finché non ce l'hai nel sacco. Ci sono i ricorsi che ancora pendono, ci sono i vari passaggi amministrativi che non sono mai semplici, per cui gli intoppi sono sempre possibili. Tutto dovrà funzionare al meglio, noi staremo super attenti a ogni passaggio, di sicuro fino ad ora meglio di così non si poteva fare, quindi sono positiva".
Sui biglietti per il nuovo stadio: sarà 'per ricchi' o accessibile a tutti? "Sarà uno stadio accessibile a tutti. Uno dei passaggi fondamentali in questi sei anni è stata la delibera del 2023, dove il consiglio comunale ha posto dei cosiddetti paletti per consentire di andare avanti con questo procedimento per lo stadio, in particolare il consiglio comunale ha chiesto che lo stadio avesse come minimo 70000 posti, oggi parliamo di 71500 e che i posti, cosiddetti popolari, all'interno dello stadio, non diminuiscano, quindi che siano pari a quelli di oggi. Questo significa che i prezzi ovviamente saliranno perché le squadre hanno in mente, come avviene in tutto il mondo, di avere più posti Premium, l'Hospitality per gli sponsor, per tutto quello che è il mondo business che graviterà inevitabilmente all'interno del nuovo stadio, ma c'è questa attenzione affinché il calcio rimanga anche a disposizione della città, dei cittadini, dei tifosi di oggi e di domani".
Su cosa vuol dire, per la città di Milano, avere i club ancora in città: "Da tifosa vuol dire tutto, Milano si identifica chiaramente con i due club, con Inter e Milan , le squadre sono parte della cultura cittadina, sono parte del patrimonio cittadino: quando in città si gioca il derby si ferma l'Italia, parte d'Europa, quando si gioca una partita di Champions 200 paesi nel mondo si ricordano dell'esistenza della nostra città, si incuriosiscono, magari decidono di passare un weekend della loro vita nella nostra città, quindi è proprio pura promozione il fatto di avere due club del genere in città. Dopo Madrid, Milano è la città che ha sollevato più Champions League, 10 in totale; siamo città del design, della moda, del lavoro, pur con alti e bassi rimaniamo una delle principali capitali calcistiche al mondo, quindi questo è il grande risultato nell'avere venduto lo stadio alle squadre per garantire alle squadre di avere un impianto di qualità in città e quindi scongiurare la loro uscita dalla nostra città".
Sul nuovo stadio come vanto per la città di Milano: "Io sono sicura che assolutamente non sarà meno simbolico e meno di qualità del Meazza attuale, da tifosa non posso non dire che mi emoziona non entrare più al Meazza, nel senso che tutti noi abbiamo tanti ricordi dentro questo stadio e li avremo, perché comunque il Meazza rimarrà stadio di Inter e Milan fino alla costruzione del nuovo stadio, ma non ho dubbi che il nuovo stadio ci farà innamorare di sé esattamente come ha fatto il Meazza per tutti noi piccoli e grandi tifosi, quindi sono sicura che gli architetti a cui è stato dato il mandato ci faranno sognare ancora".
Su quando sarà pronto il nuovo stadio: "Gli Europei del 2032, le squadre sono un po' più positive, io mi auguro che ci stupiscano come fanno ogni weekend in campo".
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