Milan, Sorrentino: “Rigorista Ibrahimovic o Kessie? Vi dico la mia” | News

ULTIME NOTIZIE MILAN NEWS – L’ex portiere di Palermo e Chievo Verona, Stefano Sorrentino, intervistato da Calciomercato.com ha parlato del rigorista del Milan

di Alessio Roccio, @Roccio92
Stefano Sorrentino

Rigorista Milan: il pensiero di Sorrentino

 

ULTIME NOTIZIE MILAN NEWS – L’ex portiere di Palermo e Chievo Verona, Stefano Sorrentino, intervistato da Calciomercato.com ha parlato del rigorista del Milan: chi tra Zlatan Ibrahimovic e Franck Kessie. Sorrentino è stato l’unico portiere a parare un calcio di rigore al centrocampista ivoriano del Milan. Ecco come ha risposto a riguardo.

“Come ho fatto? Come tutti quanti, bisogna partire dal fatto che alla base c’è un pizzico di fortuna. Però, contemporaneamente, c’era un studio molto maniacale indipendente da chi fosse il tiratore. In settimana iniziavo a studiare, per poi arrivare al giorno della partita e vedere una clip fatta dal preparatore sui rigoristi avversari per vedere come li calciavano. Da lì partiva un nuovo studio: vedevo il risultato, lo stadio, se il giocatore arrivava da un momento positivo o negativo, se era un momento decisivo oppure no. Spaccavo il capello in quattro. Strategia che poi magari cambiava durante il rigore perché vedevo qualcosa che era diverso da quello che avevo visto e deciso. Vedevo anche il pallone sul dischetto del rigore, cosa faceva il rigorista. Erano tante le cose da guardare”.

Più rigorista di Ibra?
“Adesso che Ibra ne ha sbagliato qualcuno sembra che non sia più capace di tirarli. Ci sta che stia passando un momento di stanchezza mentale, ci sta che non riesca a uscirne fuori, quando entri in un frullatore di errori non è mai semplice. Kessie è stato già rigorista, lui guarda fino all’ultimo il portiere, cerca di non darti punti di riferimento, cosa che invece Ibra fa. Sembrava che sceglieva un lato e calciava forte, quelli di Kessie invece sono piazzati, arriva fino all’ultimo sperando che il portiere si muova per prima. Io ero rimasto fermo, a costo quasi di rimanere in piedi: a un certo punto lui ha scelto un lato, è stato costretto, io mi sono buttato in quello giusto. Ed è andata bene.

Su Donnarumma: “Credo che non ci sia età per migliorarsi. Io sono migliorato anche a 40 anni, l’età è solo un numero. Può ancora crescere tanto, ma già così è uno dei migliori portieri al mondo. Se continuerà a crescere potrà fare davvero cose meravigliose. Per quanto riguarda il discorso contrattuale:… ci sono cose troppe cose personali ed è giusto che rimangano tali. Diciamo che è cresciuto nel Milan, il Milan gli ha dato tanto, lui ha dato tanto al Milan, quindi io penso che sarebbe più logico che lui rinnovasse. Però, ripeto, sono cose troppo personali per poter giudicare”.

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