Il Milan a Roma ne ha sprecata una clamorosa. «Appunto. L'Inter sta meritando. Ha avuto gare difficili,
negli scontri diretti non è riuscita ad imporsi, ma la classifica sta lì a testimoniare che è stata la più forte. Non è una sentenza nostra, è il campo che parla».
Con 20 punti sarebbe irraggiungibile. «In 9 gare, dovrebbe lasciarne altrettanti. Impensabile, nonostante i precedenti».
Accadde a lei, con la Juve, di essere rimontato dalla Roma. «Che poi perse in casa con il Lecce e dunque rese vano il proprio sforzo. Eravamo nella preistoria, le vittorie valevano ancora due punti».
È la più forte, l'Inter? «Con il Napoli. Se torniamo ad agosto e ripensiamo al valore degli organici, la sfida scudetto riguardava soltanto queste due, superiori alle altre per qualità del gruppo. Poi il Napoli ha avuto una serie di infortuni che l'hanno limitato, una sfortuna che non ricordo in passato».
Nessun ripensamento?
«L'Inter sta bene. gioca, è viva, reagisce, con l'Atalanta avrebbe potuto vincere se avesse avuto un rigore che andava concesso. Sta per ritrovare Calhanoglu e anche Lautaro».
Gli errori arbitrali? «Chiunque ha subito qualche torto. Chi ha redatto il cosiddetto protocollo deve essere un autentico genio. Basterebbe correggere gli errori del campo e invece si entra nel merito sull'intensità della spinta, del tocco. Su Frattesi era rigore. Per il futuro, si portino le sale-Var nei campi. Mi viene da ridere che debbano stare tutti a Lissone».
Quando finirà la corsa? «Penso che all'Inter interessi vincere, non stravincere con anticipo. Otto punti sul Milan e 9 sul Napoli sono sufficienti».
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