"Io sono stato furbo e umile perché ho sfruttato le mie qualità. Vedevo che quando avevano la palla Ibra, oppure Cassano o Seedorf, verso di loro non andava un giocatore, ma due: automaticamente si creavano spazi. E io, che sapevo e capivo di avere la capacità aerobica, e di sapere riconoscere spazio e tempo, sapevo che la palla sarebbe arrivata".
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