Milan, Massaro: “Ho scritto la storia. A Milanello giocavamo a golf” / News

ULTIME NOTIZIE MILAN NEWS – Daniele Massaro, dirigente del Milan, ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni di ‘Radio 105’. Le dichiarazioni

di Renato Panno, @PannoRenato
Daniele Massaro, ex attaccante Milan

Milan, l’intervista di Massaro

ULTIME NOTIZIE MILAN NEWS – Daniele Massaro, dirigente del Milan, ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni di ‘Radio 105’. Le dichiarazioni.

Sul Milan

“È stato un sogno, sin da bambino, giocare con il Milan. Quando mi chiamò Galliani risposi sì, senza ascoltare la sua domanda. Non è stato facile coronare questo sogno, e con Sacchi non avevo mai la certezza di giocare, come detto da lui. Non avevo il talento di Van Basten, ma modestamente ho scritto il mio nome nella storia del Milan. È stato un onore indossare questa maglia, e lavorarci ancora oggi”.

Sul feeling con il gol

“Non nasco attaccante, lo sono diventato con Sacchi. Mi sono adattato a fare questa cosa: ne ho sbagliati tanti di gol, ma ne ho fatto anche qualcuno d’importante. Inzaghi tecnicamente era scarso, e non lo dico io (ride, ndr), ma ha segnato non so quanti gol. Quando hai la difesa più grande al mondo e ti alleni tutti i giorni contro di loro, non vedi l’ora di giocare contro gli altri alla domenica. Poi ho avuto un grande maestro come Marco. Ma la cosa che mi manca di più è Milanello”.

Sulla vita da ufficio

“Già nel ’94 giocavo con qualità, non con quantità. Le cure non erano efficaci come ora, basti vedere come Ibrahimovic faccia la differenza a 39 anni. A Usa ’94, a 33 anni, mi sono guadagnato per la prima volta la maglia della Nazionale. Nel ’95 ho fatto fatica, e ho capito che non facevo più la differenza, e quindi ho smesso di giocare. Ho accettato una proposta dal Giappone, e lì la facevo ancora, dato il basso livello calcistico. Non mi sembrava giusto indossare un’altra maglia. Poi Galliani mi chiamò da dirigente, e ora ogni giorno al posto di andare a Milanello vado a Casa Milan”.

Sul golf a Milanello

Mi ricordo che portavo i ferri e le palline al campo di pratica e ci divertivamo. Chi giocava? Per esempio Tassotti, Donadoni, Panucci, Simone, Shevchenko, Ronaldo, Gullit, e tanti altri. Van Basten? Marco ha iniziato dopo il suo ritiro dal calcio giocato ed ora è diventato fortissimo”.

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