INTERVISTE

Milan, Gazidis: “Nuovo stadio necessario. Progetto? Work in progress”

Daniele Triolo

Ivan Gazidis, amministratore delegato del Milan, ha parlato alla rivista 'Forbes'. Ecco le sue dichiarazioni più importanti sui rossoneri

Ivan Gazidis, amministratore delegato del Milan, ha rilasciato un'intervista in esclusiva a 'Forbes'. Ecco le sue dichiarazioni più importanti.

Gazidis sul nuovo stadio di Milano: «Sappiamo che questo stadio è necessario per il club. Questo progetto deve realizzarsi se il club vuole avere il futuro che i suoi tifosi vogliono che abbia. E direi che la città di Milano vuole che i suoi due club lo abbiano. È una trasformazione per le due squadre di calcio, Milan e Inter, nel loro viaggio per tornare ai vertici del calcio europeo. Ed è una trasformazione, in realtà, per il calcio italiano perché abbiamo avuto un decennio dominato dalla Juventus nel suo nuovo stadio. Questo è un passo necessario. Se non costruiamo stadi in Italia, sappiamo quale sarà il futuro. Sappiamo cosa stiamo lasciamo ai nostri figli. Penso che il calcio italiano sia assolutamente pronto per il rilancio».

Gazidis sul livello della Serie A italiana: «La realtà è che la Premier League oggi è la Super League. Il resto d’Europa deve trovare il modo di stare in piedi e competere in punta di piedi con la Premier League. Allo stesso modo non credo sia salutare che la Juventus domini la Serie A per un decennio o più, stiamo vedendo quella tendenza in Francia, la stiamo vedendo anche in Germania. Non è salutare per la competizione».

Gazidis su Theo Hernández: «Theo è un ottimo esempio di qualcuno che consideriamo un talento di livello mondiale che abbiamo portato e aiutato a sviluppare con noi. Quindi è cresciuto con noi».

Gazidis sul progetto di un Milan giovane: «Direi ancora che siamo un work in progress. Stiamo ancora procedendo verso dove vogliamo essere. Ma siamo chiaramente sulla strada giusta. E la base di ciò sono i giovani giocatori che si trasformano con il Milan in talenti di livello mondiale che poi alzano il livello della squadra, il che poi aumenta i nostri ricavi, il che ci consente di investire di più nella squadra per poterli trattenere. Se tutto ciò che facciamo è guardare indietro a un passato glorioso, rimarremo indietro. È già successo e non succederà ancora. Sono molto ottimista su quello che faremo. E sono molto fiducioso che daremo qualcosa ai club, alla città e alla prossima generazione che li farà sentire orgogliosi essere milanese». Milan, via Kessié? Il nome del suo sostituto: le ultime news di mercato >>>

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