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Matteo Gabbia, difensore del Milan, ha rilasciato un'intervista in esclusiva al 'Corriere della Sera' oggi in edicola. Tra i tanti temi dibattuti, il centrale della difesa a tre di mister Massimiliano Allegri ha ricordato di essere cresciuto a Fagnano Olona, a circa dieci chilometri dal centro sportivo rossonero di Milanello.
«Otto, passando per i boschi. Da piccolo con mio cugino andavamo in bici a vedere i nostri campioni: Paolo Maldini, Alessandro Nesta, Andriy Shevchenko. Sono entrato nel vivaio a 13 anni», ha detto Gabbia al 'CorSera' con tanto orgoglio. Sentimento che emerge, lampante, anche quando gli è stato chiesto cosa rappresenti per lui il Milan.
«Una famiglia allargata», ha sottolineato Gabbia. Il quale, poi, ha rivelato un aneddoto piuttosto divertente, che evidenzia come sia gratificante ma allo stesso tempo un incarico dalle enormi responsabilità indossare la maglia del Milan in una famiglia di milanisti. «Siamo tutti tifosi rossoneri: papà, zii. Se perdo, in casa mi mettono il muso», la confessione del difensore.
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