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INTERVISTE

Cardinale: “Non sono il nuovo Berlusconi. Stadio? Voglio che sia un prodotto italiano”

Cardinale: “Non sono il nuovo Berlusconi. Stadio? Voglio che sia un prodotto italiano” - immagine 1
Gerry Cardinale, Patron del Milan, ha rilasciato un' intervista ai microfoni del Financial Times: le sue parole sulle ambizioni e non solo...
Alessia Scataglini
Alessia Scataglini

Gerry Cardinale, Patron del Milan, ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni del Financial Times dove ha parlato delle varie difficoltà riscontrate in Italia e delle ambizioni che ha per il club di via Aldo Rossi. Ecco, di seguito, le dichiarazioni del numero uno rossonero:

Milan, parla Cardinale

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«Quello che ho dovuto affrontare  negli ultimi tre anni in Italia è qualcosa che non avevo mai vissuto prima. Non riesco nemmeno ad arrivare alla prima base qui senza che mi venga chiesto: “possiedi davvero la squadra oppure è di Elliott?”. È la cosa più ridicola del mondo. È frustrante. Perché quello che vorrei è il beneficio del dubbio: che la gente creda che sono affidabile, che tengo a questo club, a questa città e a questo Paese e che sono un buon custode. Quello che ho imparato in tre anni è che devo dimostrare.


Tutti mi guardano e danno per scontato che io sia il presidente, il nuovo Berlusconi. L’ultima cosa che farò è venire qui solo perché sono un uomo ricco e voglio fare il tifoso. Non continuerei a essere richiamato in questi ecosistemi se fossi uno che arriva sparando a zero, distruggendo tutto e comportandosi da arrogante. Sto costruendo uno stadio e voglio che sia un prodotto italiano. Banche italiane che lo finanziano, aziende italiane che competono per i naming rights, commercio e hospitality italiani intorno

Negli Stati Uniti potrei farlo nel sonno. Qui non è il mio ecosistema: ci sono barriere linguistiche, politiche e culturali. Mi piacerebbe arrivare al punto in cui, se avrò costruito abbastanza credibilità, potrò andare a Roma, sedermi con Meloni o con chiunque altro e dire: guardate, costruiamo un piano per rilanciare la Serie A. Facciamo della Serie A una delle più grandi esportazioni dell’Italia».