Davide Bartesaghi a cuore aperto nell'intervista in compagnia di Serginho: l'esterno classe 2005 si racconta direttamente da Casa Milan
Nel pomeriggio, Davide Bartesaghi è stato protagonista di un evento che il club rossonero ha organizzato direttamente dal Museo di Casa Milan. Il laterale classe 2005 si è prestato a una bella intervista firmata 'Off the Pitch' con Serginho, in un confronto generazionale che ha subito scatenato la nostalgia dei tifosi. Di seguito, un estratto delle sue parole.
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Milan, l'intervista a Davide Bartesaghi
Sul Milan ai tempi di Serginho: "Era un Milan diverso. C’erano tanti campioni, ci sono anche ora ma l’ambiente molto diverso. Io ho iniziato a vedere il Milan un po’ dopo, quando ero più grande e ho capito di più".
Sul suo futuro: "L’ho già detto, il mio sogno è restare al Milan il più a lungo possibile, è un Club magnifico. Cosa mi rende milanista? E’ una passione in primis. Ci sono la storia del club e tante altre cose, si descrive da solo".
Su Serginho: "Averlo davanti fa un certo effetto, abbiamo già condiviso dei momenti e mi ha sempre fatto un grande piacere".
Sulla vittoria della Supercoppa Italiana nel 2025: "Una cosa inaspettata, ci credevamo molto. E’ stato il mio primo trofeo, uno dei momenti che non dimenticherò mai. L’ho vinto con gente che a me ci tiene tra compagni e staff".
Sulla stagione in corso: "Nello spogliatoio c’è una grande aria. Si deve essere sempre rispettosi con chi è più grande, bisogna ascoltare e imparare sempre, poi comunicare è importante perché fai capire che sei un interlocutore, non uno che ascolta e basta. Un aneddoto? Leao dopo la doppietta col Sassuolo mi ha fatto i complimenti e poi il giorno dopo mi ha fatto trovare un quadro gigante con la mia esultanza".
Sul passaggio in prima squadra: "Un’emozione incredibile, è un grande sogno realizzato. So che devo continuare così, anzi dare molto di più di quello che ho dato quest’anno. Comunque è stata un’emozione incredibile, spero che tanti ragazzi la possano provare questa emozione".
La scelta del numero di maglia: "Il mio numero preferito è il 3, però è una maglia importante qui, per cui ho scelto il 33, che rivedo spesso anche nella vita di tutti i giorni".
Sul paragone con Serginho: "Onestamente non mi rivedo in lui, con tutto il rispetto. Siamo due giocatori diversi, io sono più statico, lui era più esplosivo".
Le "domande rapide": "Compagno più forte in squadra? Modric. 3 parole per descrivermi? Professionale, mancino, crossatore. Che compagno sono? Silenzioso ma osservo. Avversari più forti? Salah o Yamal da giovane. Emozione più bella? La doppietta. Compagno più simpatico? Saelemaekers. Più serio? Maignan. Allenatore più severo? Conceicao. Preferito? Allegri e Pioli. Cosa faccio per staccare? Torno a casa, mi godo il lago e amici. Cosa avrei fatto se non il calciatore? Avrei aiutato mio padre nell’edilizia. Cosa ruberei a Serginho? 1 contro 1. Attaccante con cui mi trovo meglio? Più intesa Rafa".
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