Ielpo: “Mi auguro resti Maldini: con Rangnick triplo salto nel vuoto”

MILAN NEWS – Mario Ielpo, ex portiere rossonero dal 1993 al 1996, ha parlato di Paolo Maldini, Ralf Rangnick e del momento del Milan: le sue dichiarazioni

di Daniele Triolo, @danieletriolo
Mario Ielpo Milan

MILAN NEWSMario Ielpo, ex secondo portiere rossonero per tre stagioni dal 1993 al 1996, ha parlato di Paolo Maldini, Ralf Rangnick e del momento del Milan, in esclusiva, ai microfoni di ‘Tutti Convocati‘, trasmissione in onda sulle frequenze di ‘Radio24‘. Queste le dichiarazioni di Ielpo:

Su Stefano Pioli: “Il Milan non ha pace. Ogni anno in questo momento nascono questi discorsi e questo dice molto sui problemi del Milan. Quando l’obiettivo non è né perso né raggiunto l’allenatore, e non solo, viene messo sulla graticola”.

Su Maldini: “Tutti noi ci auguriamo che Paolo rimanga, lui è il Milan. Quello che mi preoccupa è che la squadra si snaturi completamente, che non sia più una proprietà italiana. Questa cosa si deve vedere pure. Tutti sono stranieri, e non ambientati nella realtà italiana, ma alla fine il calcio è italiano. Maldini è l’ultimo dei baluardi sia italiano che della mentalità del Milan”.

Sulle bandiere al Milan: “Nell’era di Silvio Berlusconi le bandiere venivano chiamate ma con ruoli marginali, a parte Leonardo che è cresciuto entrando da un ruolo minore. C’era la diceria che erano viste in maniera pericolosa da chi comandava. La verità è stata che Gennaro Gattuso ha fatto un qualcosa di incredibile. E’ l’unico che ha tenuto alta la bandiera del Milan in maniera incredibile in un momento in cui non c’era più nulla. Poi si è provato con Maldini e Zvonimir Boban, ma non c’è mai stata una fusione tra la proprietà e la dirigenza italiana: la sensazione è che non siano mai stati parte del progetto”.

Sui possibili nuovi allenatori per il Diavolo: “Gian Piero Gasperini è il numero uno del mondo e non solo perché vince. A me piace tanto il suo calcio. Non capisco quelli che dicono che solo l’Atalanta possa giocare in quel modo. Anche quando Arrigo Sacchi venne chiamato si parlava di queste cose qui. Il nuovo si sposa con anni di fallimenti, non ci sono i mezzi per lottare per grandi obiettivi, è una scelta difficilissima. José Mourinho non lo prenderei mai, perché ha fatto il suo tempo. Rangnick? È un triplo salto nel vuoto: è un punto interrogativo anche perché sono quattro anni che non allena. E’ stato grandissimo, ma secondo me il momento buono l’ha passato. Non vorrei che Rangnick avesse già dato il meglio di sé stesso”. ECCO LE 5 RICHIESTE DI RANGNICK PER ACCETTARE IL MILAN >>>

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