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Giroud: “Ibrahimovic leader. E ricorda sempre a tutti chi comanda!”

L'intervista di Olivier Giroud (attaccante AC Milan) a 'L'Équipe' | Milan News (Getty Images)

Olivier Giroud, attaccante del Milan, ha parlato a 'L'Équipe' dei suoi primi mesi in rossonero e della convivenza con Zlatan Ibrahimovic

Daniele Triolo

Olivier Giroud, attaccante del Milan, ha rilasciato un'intervista al quotidiano francese 'L'Équipe'. Queste le dichiarazioni integrali dell'ex Arsenal e Chelsea.

Sul suo inizio di stagione con il Milan: "Ho la soddisfazione di aver iniziato bene. Ho segnato quattro gol in cinque partite casalinghe. E ho avuto il CoVid, problemi alla schiena o problemi cronici alla caviglia. Ma questa è la vita quotidiana di un 35enne!".

Sul suo approdo a Milanello: "Il mio arrivo in Italia era un po’ scritto, dopo i contatti avuti in precedenza con altri club. Il destino ha voluto che fosse il Milan. Volevo scoprire questo campionato molto emozionante. Volevo raccogliere una nuova sfida. Tutto era lì per dare una spinta alla mia carriera".

Sul vivere all'ombra di Zlatan Ibrahimovic: "Quando ho firmato il contratto a 'Casa Milan' c'erano Stefano Pioli, Paolo Maldini, Frederic Massara, il mio procuratore Michele Manuello e io. Il mister mi ha chiesto di Ibra e di come vedevo la convivenza con lui. Ho detto che se non pensassi di poter giocare con Zlatan, se non fossi pronto a gareggiare, non sarei stato in quell’ufficio. Ibra non mi ha spaventato. È anche un'occasione per poter crescere insieme a lui, per poter continuare a imparare con una persona che ha fatto una carriera eccezionale. Ibrahimovic è un leader: ci completiamo a vicenda. Il suo carisma, la sua presenza negli spogliatoi e la sua leadership in campo sono al di sopra di tutto. Sono qui per essere un valore aggiunto, anche per un'esperienza. Ma l'importante è che entrambi abbiamo ancora fame di competizione e di trofei. Restiamo decisi e persino complementari".

Ancora Giroud su Ibrahimovic: "Per me, è una persona normale. Parliamo di tutto e di niente. Dopo, è vero che impone la sua personalità. È molto rispettato. Penso anche che abbia un vero rispetto per me che ho vinto grandi cose e che resisto nel calcio ad alti livelli come lui. Ma non dimentica mai di ricordare a tutti chi comanda! Quando ho firmato ha detto che ero un buon "rookie", ma c'era un solo "re" al Milan, ed era lui!". Milan, a gennaio un centravanti dalla Serie A? Le ultime >>>

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