Sulla sua fede rossonera: "La gente lo sa, anche la mia famiglia. Ho molte foto con la maglia del Milan quando ero bambino perché era la squadra che tifavo. Mi emozionava vedere Kaká, Pirlo, Seedorf, Gattuso … una grande squadra ed io adoravo guardarli. Oggi poter indossare questa maglia è come un sogno che si avvera. Metterò sempre il Milan davanti a tutto e penso di sapere cosa posso dare, mi fido molto di me stesso come giocatore e sento di non averlo ancora dimostrato. Ringrazio ancora Dio per avere questa nuova opportunità".
Sul Milan del passato: "Ogni giocatore è diverso, ma Kaká mi piaceva molto. Era il mio giocatore preferito in quel periodo anche perché condividiamo la stessa fede ed è un giocatore con molta passione e con molta grinta ed eleganza ovviamente. Non mi paragono con nessun calciatore del passato, io sono Santiago Giménez e cercherò di raccontare la mia storia".
"Allegri è un allenatore che ricorderò per il resto della mia vita"
—Sul rapporto con Massimiliano Allegri: "Mi ha fatto guardare il calcio in modo molto più semplice. A volte la cosa più difficile è capire il calcio semplice. Allegri è questo, lui interpreta il calcio in modo facile ed è per questo che sta facendo molto bene. Penso mi abbia insegnato molto, soprattutto tatticamente e lo apprezzo molto. So che, anche se all’inizio della stagione non ho segnato gol, so quanto abbia aiutato il mister e so anche quanto lui abbia aiutato me. È un allenatore che ricorderò per il resto della mia vita".
Sul Mondiale: "Il primo obiettivo è stare bene con la caviglia. Se starò bene posso dare ciò che voglio, gli obiettivi che provo a raggiungere possono essere raggiunti ma metto sempre la squadra al primo posto prima di me stesso. Voglio pensare una partita alla volta, abbiamo otto finali e voglio finire bene la stagione con il Milan e poi penserò al Mondiale. Ora sono qui e voglio dare tutto in queste otto partite".
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