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INTERVISTE

Gilardino: “Milan, prendi Scamacca e Berardi. Sullo Scudetto …”

L'intervista di Alberto Gilardino (attaccante AC Milan) a 'La Gazzetta dello Sport' sui rossoneri | Milan News (Getty Images)

Alberto Gilardino, ex attaccante del Milan, ha parlato in esclusiva a 'La Gazzetta dello Sport'. Ecco le sue dichiarazioni sui rossoneri

Daniele Triolo

Alberto Gilardino, ex attaccante del Milan per tre stagioni, dal 2005 al 2008 (con 44 gol in 132 partite), ha rilasciato un'intervista in esclusiva per 'La Gazzetta dello Sport' oggi in edicola. Queste le sue dichiarazioni integrali.

Sulla sua esperienza in rossonero, dove non è riuscito a vincere lo Scudetto: «Non ho rimpianti. Ogni stagione, anche se negativa per qualche aspetto, ha avuto un suo lato formativo».

Sulla favorita per lo Scudetto: «Sarà una lotta fino alla fine, che coinvolgerà le prime quattro. Vincerà chi ha più sangue freddo. Il Milan però ha un calendario più agevole sulla carta».

Su Milan-Bologna come ulteriore passo in avanti in classifica: «Può darsi, soprattutto perché qualcuno dietro può perdere punti. I rossoneri meritano la vetta, hanno identità e consapevolezza. Senza Siniša Mihajlović in panchina, però, gli avversari avranno stimoli importanti: vorranno regalargli un po’ di felicità».

Sul messaggio per Mihajlović: «Gli auguro tutto il meglio, posso solo immaginare la battaglia che sta affrontando. È un grande uomo e un tecnico preparato, sono fortunato ad aver lavorato con lui a Firenze. Mando un abbraccio forte a Siniša e alla famiglia».

Su chi prenderebbe al Milan come prossimo centravanti: «Dico Gianluca Scamacca. E farei un pensierino su Domenico Berardi. Sarebbe importante per rilanciare la Nazionale, dove Ciro Immobile non riesce ad esprimersi come vorrebbe».

 Alberto Gilardino (attaccante AC Milan), qui nella stagione 2006-2007 | Milan News (Getty Images)

Sull'Italia campione agli Europei e fuori dai Mondiali: «Bisogna essere grati a Roberto Mancini e alla squadra, sia per il trofeo che per com’è arrivato, attraverso il gioco. Purtroppo temo si tratti di un’eccezione: tolto questo successo, tra Nazionale e club non vinciamo in campo internazionale dal 2010».

Sul perché gli Azzurri fanno fatica da tanti anni: «Tra i campionati principali, la Serie A utilizza meno gli Under 21. Spagna e Francia, le più vincenti dell’ultimo periodo, li hanno messi al centro delle proprie strategie. Qui siamo pieni di stranieri, servirebbe qualche misura che tuteli i nostri giovani».

Sulle misure da adottare per il nostro calcio: «La retrocessione in Primavera non aiuta. Gli allenatori per tenersi il posto badano più al risultato che alla crescita. Scelgono i più pronti, e tante promesse si perdono perché hanno tempi diversi».

Sul modello di squadra da seguire: «L’Atalanta. Unisce l’ottimo lavoro di Gian Piero Gasperini e quello di una società che sa muoversi in modo progettuale: stadio, strutture, vivaio».

Sul suo momento personale: «L’esperienza a Siena è stata una vittoria personale per i risultati. Ora guardo con emozione al futuro, voglio tornare ad allenare in un club che supporti le mie idee». Milan-Bologna, le dichiarazioni di Pioli nella conferenza della vigilia >>>

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