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Gallinari: “Ibrahimovic numero 1, Maldini il preferito. Donnarumma leader”

Daniele Triolo

Danilo Gallinari, ala degli Oklahoma City Thunder e della Nazionale Italiana, ha parlato anche di Milan in esclusiva ai microfoni di 'Radio Rossonera'

NEWS MILAN - Danilo Gallinari, ala degli Oklahoma City Thunder e della Nazionale Italiana di basket, ha parlato anche di Milan in esclusiva ai microfoni di 'Radio Rossonera'. Queste le dichiarazioni integrali di Gallinari:

Ciao Danilo! Innanzitutto come stai? Come sta andando la tua quarantena? "Sto bene. La quarantena è tosta ma fortunatamente non la vivo da solo, cerco di impegnare le mie giornate in qualche modo. Se penso a tornare in Italia? Sì spero sia possibile tornarci in estate".

Quali sono i tuoi passatempi? "Durante il giorno mi dedico ad allenamenti e work out poi cucino e alla sera guardo serie tv ma non più di tante. A proposito ho appena finito di vedere Unorthodox una bella serie uscita da poco. Musica? Sì, specialmente durante i work out che faccio in diretta live insieme a mio fratello che sta a Denver; la musica la sceglie lui. Abbiamo 9 anni di differenza, lui preferisce Hip Hop moderno io invece sono vecchia scuola perché preferisco Jay Z e 50 cent".

Tra i tuoi passatempi ci sono anche i videogiochi? "In realtà sono cresciuto senza giocarci quindi anche adesso li uso poco. Al massimo sono capace di giocare a Mario Kart o Fifa".

Come vanno le cose a Oklahoma, come hai preso il passaggio dai Clippers? Ti sei sentito tradito o fa parte del gioco? "Fa parte del gioco, è una cosa normale essere mossi come delle pedine: può capitare quando meno te l'aspetti".

Parliamo un po' di Nba. Che effetto ti ha fatto avere vicino uno come Mark D'Antoni? "Lui mi ha aiutato tanto, anche solo per il fatto che parlavamo in italiano. Aveva giocato tanti anni in Europa insieme a mio papà e grazie alla sua presenza il mio passaggio in Nba è stato più semplice".

Com'è stato lavorare con due grandi coach come Karl e Rivers? Quali le differenze e le similitudini tra i due? "Con Karl ci allenavamo di più, in campo si correva come sprinter. Con Doc sviluppavamo un gioco più lento a metà campo. Entrambi però sono allenatori vincenti abituati a lavorare su particolari che devono diventare abitudini nella chimica di una squadra".

Chris Paul è il compagno più forte con cui hai mai giocato? "Probabilmente sì, è ancora fortissimo. Un ragazzo super e simpatico; un leader positivo dentro e fuori dal campo".

Pensi di chiudere la carriera tornando a casa in Italia? "Mi piacerebbe. Il futuro è ancora lontano ma mi piacerebbe chiudere la carriera dove l'ho cominciata. Ad ogni modo vorrei star qua ancora per qualche anno".

Chi è il tuo idolo? "Michael Jordan!".

Esistono amicizia e riconoscenza nel basket? "Assolutamente sì. Non è detto però che quando c'è riconoscenza c'è anche amicizia. In un ambiente competitivo come il basket c'è molta riconoscenza ma ogni tanto anche qualche vera amicizia".

Ti senti pronto per competere per il titolo Nba oppure al momento stai bene lì ad Oklahoma? "Stavamo lottando per il quarto posto e se riesci ad arrivare lì poi può succedere di tutto. Chiaro che l'obiettivo di ogni giocatore è sempre quello di vincere".

C'è stato un momento in cui hai pensato di avercela fatta? "No e non lo penso neanche adesso. Penso a quello che disse Kareem Abdul-Jabbar a 35 anni: "Vado in palestra tutti i giorni perché devo ancora migliorare molto". Ho ancora tanti obiettivi da raggiungere e ostacoli da superare quindi è una cosa alla quale non ho mai pensato".

Passiamo al calcio. Ibrahimovic a 39 anni ha deciso di tornare al Milan... "Ibrahimovic è un numero 1. Sono un suo fan anche perché l'ultimo Scudetto l'abbiamo vinto insieme a lui. Credo che dal suo ritorno al Milan le cose siano cambiate: ha portato la leadership che serviva".

Come sei diventato milanista? "Mio papà e mio fratello sono interisti e ciò ci ha portato a vivere qualche momento di tensione in famiglia (ride, ndr). Gli ultimi derby li abbiamo visti sempre insieme tutti e 3 e li abbiamo sempre persi".

Tu hai mai giocato a calcio? In che ruolo? "Sì quando andavo in oratorio insieme ai miei amici oppure anche insieme ai miei compagni di basket quando l'allenatore lo permetteva. Essendo italiano il calcio è nel mio dna. Ho sempre giocato come portiere e difensore centrale, preferisco però fare il difensore".

Che tu sappia c'è qualche grande milanista in Nba? "Sì, Patrick Beverley con cui ho giocato a Los Angeles. Un giorno si presentò in palestra con la maglia del Milan e allora io tramite il Milan stesso che ringrazio gli ho regalato una maglia personalizzata".

Come viene percepito il calcio in Nba? Interessa? "Sì, è un interesse che è cresciuto molto negli ultimi anni. In molti conoscono i giocatori giocando a Fifa".

In Nba c'era un altro grande milanista, Kobe Bryant. Hai voglio di raccontarci qualche tuo ricordo? "Quando è uscita la notizia della sua scomparsa non ci volevo credere. Cerchi di convincerti che non sia vero poi dopo qualche ora me ne sono resto conto come tutti: momento tosto davvero! Se ho mai parlato con lui di Milan? Sì, lui è stato più volte a Milanello e abbiamo parlato della gestione del campo, degli allenamenti e delle strutture. il nostro primo incontro? Bello ed emozionante, anche lui è stato un mio idolo; già sapere che conosceva il mio nome è stato fantastico. Mi regalò un paio di scarpe firmate da lui che custodisco tuttora nella mia sala trofei".

La tua top 3 delle partite indimenticabili del Milan? "Difficile ma ci provo. La prima che mi viene in mente è "La partita perfetta", il 3-0 contro il Manchester! Ho ancora in mente il suono costante della Curva che ha cantato a squarciagola per tutta la partita, io ero in tribuna rossa. A completare il podio direi le 2 finali di Champions League vinte più recenti".

Il tuo milanista preferito di sempre? "Paolo, il capitano! Poi anche Kakà che ho conosciuto e incontrato in America. Ad ogni modo Maldini resta il mio preferito".

Quindi avanti con Maldini in dirigenza? "Assolutamente sì"

Questione Boban. Te l'aspettavi un suo addio? "Ho vissuto la cosa da semplice spettatore e dunque è difficile avere un'opinione precisa. Dico solo che è sempre bello vedere persone come Boban e Maldini che dopo esser stati grandi calciatori diventano grandi manager. Per Boban mi è dispiaciuto ma vorrei che Maldini potesse continuare in quest'avventura".

Che effetto ti fa vedere oggi un Milan non vincente? "Un misto di dispiacere e arrabbiatura. Ad ogni modo nella storia di ogni club ci sono sempre dei momenti difficili in cui non si vince, il Milan tornerà in alto. Quest'anno sono riuscito a vedere qualche partita anche se con la differenza d'orario diventa complicato perché la maggior parte delle volte mi alleno".

C'è qualche giocatore che ti piace nel Milan di oggi? "Sì. Inizio da Gigio che ha fatto un'ottima stagione: è un leader da tenere assolutamente. Continuo con Romagnoli che ha dimostrato di saper far bene il capitano. Cito anche Theo Hernandez, giocatore talentuoso, e Kessié".

Hai qualche rapporto d'amicizia con i giocatori del Milan? "I giocatori attuali li ho conosciuti ma parlare di amicizia è difficile, sono più in contatto con "vecchi", li ho frequentati di più".

C'è una squadra Nba che paragoneresti al Milan"Per storia e numero di titoli vinti direi Lakers o Boston Celtics".

C'è un giocatore di ogni tempo del Milan che avresti visto bene in Nba per attitudine? "Non saprei ma direi Seedorf per capacità fisiche".

Nel calcio o nel basket, si può vincere con una squadra composta da soli giovani? "L'esperienza è necessaria per vincere. Una squadra di giovani può vincere ma se nella rosa è presente qualche elemento che porta esperienza e leadership".

La tua ultima volta a San Siro? "Tra i 17 e i 20 anni andavo spesso allo stadio. La mia ultima partita vista a San Siro è stata Milan-Bologna di 2 anni fa. Solitamente riesco a vedere o la prima o l'ultima partita di campionato".

Si parla di stadio nuovo, saresti pronto eventualmente a dare l'addio a San Siro? "Prontissimo e non vedo l'ora! Mi sono abituato alla mentalità americana del cambiamento".

Quanto, e se, l'America ti ha cambiato? "A livello personale non mi ha cambiato ma culturalmente sì".

In America dove si vive meglio? "Denver! Per anni ho vissuto lì, è la mia seconda casa".

La tua personale top 11 di sempre del Milan è? "Dida; Maldini, Cafù, Costacurta, Stam; Pirlo, Gattuso, Seedorf; Kakà; Shevchenko, Van Basten".

Chi è il ... dell'Nba? "Gattuso? Patrick Beverley. Ibrahimovic? Kevin Durant. Kakà? Anthony Davies. Pirlo? Chris Paul. Shevchenko? Paul George". LEGGI QUI LE RISPOSTE SOCIAL DI RADE KRUNIC AI TIFOSI DEL MILAN >>>

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