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Carraro e il suo Milan: “Berlusconi voleva l’Inter? Vi dico com’è andata”

FIGC AC Milan Carraro intervista CorSera
Franco Carraro, ex Presidente della FIGC ed ex Presidente anche del Milan, ha parlato in esclusiva al 'Corriere della Sera' oggi in edicola
Daniele Triolo Redattore 

Franco Carraro, ex Presidente della FIGC ed ex Presidente anche del Milan, ha parlato in esclusiva al 'Corriere della Sera' oggi in edicola. Ecco, dunque, uno stralcio delle sue dichiarazioni.

Carraro e il Milan, una bella storia vincente

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Sulla Coppa Campioni vinta, nel 1969, da Presidente del Milan: il più giovane di sempre a 29 anni e 143 giorni: «Il merito è di Nereo Rocco, l’allenatore, di Bruno Passalacqua, il general manager, e di una squadra nella quale i giovani si amalgamarono con i veterani».


Sugli aneddoti più interessanti e curiosi della sua esperienza al Milan: «Dopo la morte di papà, si pensava che liquidassi il Milan. Non era così: “tagliammo” la squadra su Gianni Rivera, esplose Pierino Prati, recuperammo Angelo Sormani, primo giocatore al mondo operato di ernia del disco. Comperammo Fabio Cudicini per una combinazione. Volevamo Dino Zoff dal Mantova, ma Italo Allodi, manager dell’inter, ci ostacolò. Franco Evangelisti, Presidente della Roma, mi suggerì Cudicini, spiegandomi che l’aveva ceduto al Brescia solo perché Oronzo Pugliese lo riteneva un sindacalista. Rocco accettò, a patto che me ne assumessi la responsabilità: “Già mi criticano per i veterani, non voglio che si dica che viene al Milan in quanto triestino come me”».

Sulle dimissioni, nel 2006, dalla FIGC dopo lo scandalo 'Calciopoli': «Mi hanno prosciolto, con la motivazione “si è comportato in modo istituzionalmente corretto”. La Giustizia Sportiva non ha avuto il coraggio di farlo, sono dovuto arrivare fino al TAR. Ad ogni modo, nella vita sportiva ho scelto di avere solo cariche non retribuite, con l’eccezione della presidenza del CONI».

"Non è vero che Berlusconi voleva l'Inter. Semmai il Milan"

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Sui costi insostenibili del calcio al giorno d'oggi: «Da bambino papà mi portava a vedere Milan e Inter. L’Italia aveva grandi aziende, moltissime di queste sono scomparse. L’“azienda” del pallone, invece, esiste ancora, pur tra problemi, tifosi beceri, razzismo, infiltrazioni sgradevoli. I club sono indebitati? Sì, ma quanti creditori vantano dei soldi? Il calcio merita più rispetto: muove grandi interessi e il pubblico aumenta. Sul piano tecnico, invece, per noi è un periodo di vacche magre».

Su Silvio Berlusconi: «Mi offrì di fare il senatore e l’ho fatto volentieri. Ma ho accettato quando ero in pensione: in politica, essere senatore conta relativamente poco. Non è vero che voleva comperare l’Inter. Semmai aveva già una mezza idea sul Milan: ci confrontammo quando io mollai, ma non trovammo l’accordo».

Sulla sua fede milanista ancora al giorno d'oggi: «Si dice che si può cambiare tutto. Ma io cambio poco in tutto: sono pure sposato da 49 anni …». LEGGI ANCHE: Calciomercato - Chiesa al Milan? Le condizioni del Diavolo, due club da battere >>>

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