Sulla dinamica del gol di Hateley in Milan-Inter 2-1 del 28 ottobre 1984: «Io non penso di non aver mancato il centravanti ma lui è stato bravissimo e questo gli va riconosciuto. Però in quella foto ci sono io e dal 1984 me lo ricordano. Quindi chi va in campo sabato si metta in testa che il derby è questo: basta un errore e a vita finisci nei manifesti».
Sul suo trasferimento dal Milan, finito in Serie B, all'Inter nell'estate 1982, da Campione del Mondo: «Oggi queste cose non fanno più scalpore, allora lo fece eccome. Tutto è nato perché accadde una cosa che capita una volta nella vita. Dopo il primo anno in Serie B per il calcioscommesse eravamo tornati in Serie A ma retrocedemmo di nuovo. All’epoca la Serie B non si fermava quando giocavano le Nazionali e io dovevo scendere in campo sabato e domenica: ricordo che una volta, dopo una partita di qualificazione a Spagna ‘82 ad Atene, presi un volo privato per essere in campo il giorno dopo col Milan .... Fu così che Bearzot un giorno in ritiro mi prese da parte e mi disse che non poteva continuare così. Quindi andai all’Inter che fu la squadra che mi volle con più insistenza».
Sul suo primo derby da avversario del Milan: «Come faccio a non ricordarmelo.... fui insultato per tutta la partita. Io lasciai il Milan da capitano e la fascia andò a Franco Baresi. Quel giorno feci finta di nulla, ma a 'San Siro' non è facile perché si sente tutto e poi, all’epoca, si potevano portare dentro pure gli striscioni .... Ma anche questo è il derby».
"Lasciai il Milan da capitano. Rimpiango il calcio di allora"
—Su chi sentiva di più il derby tra Inter e Milan tra i suoi compagni: «Quando ero al Milan, in un derby marcavo Alessandro Altobelli che poi mi sarei ritrovato per cinque anni come compagno all’Inter. Spillo era un grandissimo centravanti e tra noi non furono complimenti. Arbitrava Michelotti: lui a un certo punto fece un gesto e io - le devo dire la verità - esagerai nel buttarmi a terra e fu espulso. Tutt’ora, a distanza di quarant’anni, me lo rinfaccia .... Tu dimmi un po’».
Sulla pressione di 'San Siro' nel derby di Milano: «Oggi non è più così. Prima il pubblico era impietoso e intransigente: bastava sbagliassi la prima partita e venivi marchiato, mentre ora i giocatori si aspettano di più. Ed è giusto che sia così, si intenda, ma io rimpiango il calcio di allora dove quei fischi ti aiutavano comunque a crescere».
Su cosa prova all'idea che questi siano ormai gli ultimi derby tra Inter e Milan a 'San Siro': «Non capisco proprio perché debba essere buttato giù: ristrutturiamolo e utilizziamolo per i grandi eventi. San Siro è un’istituzione per Milano, non comprendo proprio chi dice che vada dismesso .... Londra ha dieci stadi e a Milano facciamo fatica a utilizzare un impianto così?». Valore rosa Milan: Leao il top, ma c'è una sorpresa >>>
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