Coronavirus, Reina: “Ho avuto paura. Milan? Dovevo fare il titolare”

Pepe Reina, portiere del Milan, ora in prestito all’Aston Villa, ha rilasciato un’intervista al “Corriere dello Sport”. Ecco cosa ha detto

di Salvatore Cantone, @sa_cantone
Pepe Reina Milan Spagna

NEWS MILAN – Pepe Reina, estremo difensore del Milan, in prestito all’Aston Villa, ha rilasciato un’intervista al Corriere dello Sport: “Coronavirus? Sono stato isolato dopo aver accusato i primi sintomi del virus. Febbre, tosse secca, un mal di testa che non mi abbandonava mai, quel senso di spossatezza… l’unico spavento quando per venticinque minuti mi è mancato l’ossigeno, come se la gola si fosse improvvisamente ristretta e l’aria non riuscisse a passare….i primi sei, otto giorni li ho trascorsi chiuso in una stanza”.

Chi ti aveva diagnosticato il Covid 19?

“I medici della Premier. Qui in Inghilterra i tamponi li fanno esclusivamente ai malati gravi, nel mio caso non vi erano dubbi. Virus. Il fisico ha reagito bene. A parte qualche momento non facile, è stato come se avessi avuto l’influenza, solo più pesante”.

Immagino che ti sia tornata la voglia di giocare?

“No, non ne ho affatto. Seguo l’evolversi della situazione, mi informo, vediamo”.

Stai vivendo un’esperienza professionale a metà, difficile a questo punto completarla.

“Sono in prestito fino a maggio. Ma quale maggio, forse giugno, luglio, agosto… ero venuto a Birmingham perchè avevo bisogno di giocare ogni fine settimana, volevo sentirmi di nuovo protagonista e la sfida che mi aveva proposto l’Aston Villa era l’ideale. Adesso non so più quando, né finirà. Da queste parti la situazione si è aggravata negli ultimi cinque, sei giorni. Le restrizioni sono minori rispetto a quelle italiane, si può ancora uscire per fare una passeggiata o una corsa nel parco, anche se il Governo ha chiesto a tutti di restare il più possibile a casa”.

In Spagna le cose vanno assai peggio

“Si sono mossi in ritardo, sono nel dramma, temo che la Spagna supererà l’Italia dal punto di vista dei contagiati e dei morti”.

Al Milan hai vissuto un’esperienza assai diversa rispetto a quella di Napoli

“I presupposti erano altri. I dirigenti mi avevano prospettato la cessione di Donnarumma, il mio progetto personale era quello di fare il titolare. Gigio volle rimanere e io ho avuto spazi ridotti. Grazie a Dio in carriera ho potuto lottare per traguardi importanti e mi sono tolto grandi soddisfazioni, mi mancava una salvezza. Chissà se riuscirò a centrare anche quella, qui a Birmingham”. Intanto il Milan pensa a nuovo acquisto in attacco, continua a leggere >>>

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