Il problema del Milan sembra essere l’approccio alla partita…
“Vero. Io credo che alla squadra manchi continuità all’interno della partita. Il Milan va a sprazzi. E contro le piccole fatica nello sviluppo della manovra, non trovando spazi. Paradossalmente, fa meglio contro le grandi, che provano a fare la partita e concedono il fianco alle ripartenze”.
Ha parlato di sviluppo della manovra. Allegri viene spesso criticato per il gioco, può migliorare quello del Milan?
“Io penso che le difficoltà dei rossoneri nel trovare continuità nel gioco non dipendano tanto dalle idee dell’allenatore, quanto dal livello e dalle caratteristiche dei giocatori. Ho sempre sostenuto che l’albero motore di una squadra sia la dorsale centrale composta da portiere-difensore centrale-regista-centravanti: l’Inter ne ha una di assoluto livello, il Napoli pure, il Milan molto meno. Quindi, il Diavolo dipende molto di più dai pochi singoli che fanno la differenza. Per esempio, quando Modric si spegne un po’, la luce si fa fioca e ne risente tutta la squadra. Più che sul gioco, Max può lavorare sull’aspetto psicologico, sulla mentalità. E magari cambiare qualcosina in alcuni momenti”.
In questo senso, nel finale col Genoa si è visto per la prima volta il tridente con Pulisic e Leao ai lati di una prima punta, Füllkrug.
“Una soluzione diversa che può essere riproposta, magari anche dall’inizio, quando Allegri avrà tre attaccanti che stanno bene. Finora non è praticamente mai successo. Leao è appena tornato da un infortunio, Pulisic ha sempre qualche problemino, Nkunku era fuori in queste ultime gare e Füllkrug non ha ancora una condizione tale da poter partire titolare”.
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