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INTERVISTE

Capello esalta Pioli: “Studia gli avversari e colpisce i punti deboli”

L'intervista di Fabio Capello (ex allenatore AC Milan) a 'La Gazzetta dello Sport' su Stefano Pioli e i rossoneri | Milan News (Getty Images)

Fabio Capello, ex allenatore del Milan, ha parlato dei rossoneri e di Stefano Pioli in esclusiva per 'La Gazzetta dello Sport'

Daniele Triolo

Fabio Capello, ex allenatore del Milan, ha parlato della vittoria dei rossoneri a Napoli e di Stefano Pioli in un'intervista esclusiva rilasciata ai microfoni de 'La Gazzetta dello Sport' oggi in edicola. Queste le sue dichiarazioni più importanti.

Sulle innovazioni tattiche di Pioli in Napoli-Milan: «Bravo Pioli. Contro il Napoli ha cambiato sistema tattico e vinto, se non lo faceva avrebbe rischiato. Diciamo una buona volta: non si può giocare sempre allo stesso modo, ci sono gli avversari. Che vanno studiati, contrastati nei punti forti e colpiti in quelli deboli. È come una battaglia da preparare. Poi non sempre in partita puoi fare quello che hai preparato, ma se l’idea è giusta i giocatori ti seguono».

Sul sistema del Milan visto al 'Maradona': «Diciamo 4-1-3 e mezzo-1, perché Rafael Leão non sempre tornava a centrocampo... Gran giocatore, divertente, a volte vale da solo il biglietto, però negli ultimi tempi sembra più egoista. Forse sente l’ansia di far gol. Sia chiaro: è il pelo nell’uovo ...».

Su Pioli tattico sorprendente: «Non sempre ha avuto la possibilità di impostare: gli mancavano giocatori, poteva solo aggiustare. Ma adesso che è quasi al completo il suo lavoro si vede. E la cosa che più mi ha sorpreso è che difende molto bene anche se gli manca Simon Kjær: ha recuperato Alessio Romagnoli e Pierre Kalulu è ormai un centrale affidabile che non fa errori. Per la prima volta non ha subito contropiede: Victorm Osimhen era sempre raddoppiato».

 Fabio Capello (ex allenatore AC Milan): in rossonero nel 1987, dal 1991 al 1996 e nel 1997-98 (Getty Images)

Sul Milan più debole tra le pretendenti allo Scudetto: «Non credo proprio. Intanto ha sostituito un gran portiere con un altro gran portiere. Ha un bel centrocampo, dinamico, di qualità, soprattutto se Franck Kessié torna quello dell’anno scorso o conferma Napoli. E soprattutto c’è la fascia sinistra che è una delle migliori d’Europa. Se al completo, il Milan è affidabile e fantasioso. Contro le grandi ha sempre giocato bene, reagito alle situazioni, fatto punti. Anche se l’Inter resta favorita perché è una squadra fatta, più completa. Il Milan è bello, divertente, ma con tanti giovani il rendimento è più altalenante».

Su Napoli-Milan: «Il Napoli mi piace, però ha incontrato una squadra che ha capito come metterlo in difficoltà. Barcellona docet. Questo è un altro complimento che faccio a Pioli: vuol dire che ha studiato le partite da gran professionista».

Sulla scuola di allenatori a cui appartiene Pioli: «Oggi ci sono quelli che lanciano la palla indietro e quelli che cercano di giocare in avanti. Soprattutto i giovani che ora copiano Jürgen Klopp, i tedeschi e gli inglesi. Pioli mi sembra stia in mezzo: cerca di verticalizzare con gli esterni, anche con Davide Calabria a destra, e ha un portiere che gioca».

Sull'importanza della tattica del Milan: «Tattica e soprattutto qualità: è quella che fa la differenza. In questo sono stati bravi Paolo Maldini e Frederic Massara: hanno visto lontano e rischiato, Leão non è mica arrivato gratis...L’importante è cambiare, non fossilizzarsi. Anche Pep Guardiola cambia. Si diceva: gioca solo palla a terra. Bisognerebbe essere ciechi per non vedere i cambi di campo, i lanci». Milan, spunta un'alternativa a Sanches. Le ultime news di mercato >>>

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