Urbano Cairo, Presidente del Torino, ha confessato i motivi cui per Andrea Belotti non si trasferì al Milan qualche stagione fa. Le sue parole

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Cairo: "È importante pensare ad un calcio più sostenibile" | Video

Urbano Cairo, Presidente del Torino, ha rilasciato una lunga intervista a 'La Gazzetta dello Sport' oggi in edicola, in occasione dei 18 anni della sua guida ai vertici del club granata ed è tornato a parlare anche dell'addio di Andrea Belotti, centravanti oggi alla Roma, alla squadra piemontese.

Belotti, dai gol a raffica alla clausola da 100 milioni

Cairo ha fatto un excursus storico, in primis, dell'avventura di Belotti con il Torino: "È andata così. Belotti ci mette 12 partite per segnare un gol, esplode al secondo anno con Siniša Mihajlović che in attacco gioca a tre. Segna 26 reti. Gli dico: 'Io, nel nuovo contratto, ti metterei una clausola di 100 milioni per l’estero. È un modo per posizionarti'. Avevano appena venduto Gonzalo Higuaín per 90. Infatti, una sera a cena con Florentino Pérez, a Madrid, mentre stiamo parlando dei nostri giocatori, gli dico: 'Sto pensando di mettere una clausola di 100 milioni al mio centravanti'".
Calciomercato Milan Belotti intervista Cairo

Ecco perché Cairo disse di no al Milan di Fassone e Mirabelli

"Florentino si anima improvvisamente e mi chiede di tutto su Belotti - ha continuato a raccontare Cairo alla 'rosea' -. Questo era il senso della clausola. Il Milan ce lo chiede in prestito con un mezzo obbligo di riscatto. Marco Fassone si giustifica: 'Abbiamo già speso tanto'. Sì, ma stiamo parlando di un cannoniere da 26 gol e, se lo do in prestito senza incassare, come lo sostituisco? Belotti vuole andare al Milan, ci rimane male, gioca un brutto campionato. S’infortuna spesso. Non ho rimpianti, anche perché io guardo sempre avanti". Mercato, il Milan scippa il bomber alla Roma! Le ultime >>>

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