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Cabrini: “Theo Hernandez? E’ un grandissimo, ma non è ancora top”

Theo Hernández (difensore AC Milan), qui durante Milan-Cagliari 0-0 (Serie A 2020-2021) | News (Getty Images)

L'ex giocatore Antonio Cabrini, nell'intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport, ha parlato di Theo Hernandez. Ecco cosa ha detto

Salvatore Cantone

L'ex terzino Antonio Cabrini ha rilasciato un'intervista alla Gazzetta dello Sport. Cabrini si è soffermato soprattutto su Theo Hernandez, terzino del Milan: "Che Hernandez sia cresciuto molto, specialmente nell’ultimo periodo, è fuori di dubbio, ma per arrivare al top a livello internazionale deve fare ancora strada. È un traguardo alla sua portata, perché parliamo di un profilo giovane e con buoni margini di miglioramento".

Intanto, però, si sta facendo strada anche in nazionale: alla seconda presenza con la Francia ha deciso la semifinale di Nations League contro il Belgio, segnando un gran gol.

«E prestazioni come quella dell’altra sera sono senz’altro dei segnali. È sul sentiero giusto per continuare a crescere. Ma per i bilanci e i confronti con i migliori del ruolo a livello mondiale dobbiamo aspettare, la stagione è iniziata da un paio di mesi. Di sicuro Hernandez ha le potenzialità per diventare un grandissimo, dipende solo da lui».

Su che cosa dovrà lavorare?

«Per arrivare a certi livelli servono tre cose: testa, cuore e gambe. Il talento da solo non basta, devi trovare un equilibrio tra queste componenti».

Theo a che punto è?

«Fino a ora penso che le sue armi siano state soprattutto la fisicità, che nel nostro campionato gli permette spesso di fare la differenza, e poi l’esuberanza e l’incoscienza tipica dei giovani. Ora si passa allo step successivo, quello della maturità».

Quanto lo aiuta allenarsi con un tecnico come Pioli, abituato a lavorare con i giovani?

«Il lavoro di Stefano ha il suo peso: sa come stimolare i talenti non ancora del tutto formati, quali corde toccare nella gestione e nella comunicazione con i giocatori. È così che si dà stabilità ai più giovani».

La Serie A è ancora la migliore scuola per un difensore?

«Oggi il ruolo è cambiato, è raro vedere terzini completi sia dal punto di vista della fase difensiva che di quella offensiva, ma il nostro campionato resta tra i migliori. Tecnicamente è un banco di prova di fronte al quale non ti puoi nascondere: o ti neutralizza o ti fa crescere e diventare un grande giocatore. Altrove, se hai abbastanza qualità, puoi anche abbassare la guardia ogni tanto, in Serie A no. Ecco perché Hernandez, al Milan, ha raggiunto una continuità che in Spagna non aveva».

Lo vede ancora a lungo in rossonero o c’è il rischio di vederlo giocare con altre maglie nei prossimi anni, come successo ad Hakimi?

«Le scelte professionali, come sempre, dipendono solo dai giocatori. Hernandez ha le carte in regola per diventare una colonna del Milan, anche perché la sua crescita procede a braccetto con quella della squadra: lui è diventato un trascinatore, ma allo stesso i compagni lo supportano. In questo momento il Milan è l’ambiente ideale per il decollo definitivo: le pressioni ci sono, ma non sono ancora eccessive. Così Theo potrà studiare per arrivare al massimo». Intanto il Milan sul calciomercato pensa a un calciatore dell'Inter. 

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