Milan, le dichiarazioni di Braida su Galliani e Shevchenko

La divisione dei compiti con Galliani com'era?
"Lui era bravo con i numeri, sapeva trattare molto bene. A negoziare era fortissimo, io avevo un po' d'occhio a guardare i calciatori. Una coppia quasi perfetta, la perfezione non esiste. Si è sempre fidato di me: a Kiev per la prima volta chiesi di venire con me per guardare un calciatore. Non era rimasto contento della prestazione di Shevchenko perché non toccò palla, faceva freddo. Dissi di stare tranquillo, "per me è il nostro uomo". E così è stato, si è sempre fidato".
Shevchenko, la sua parabola?
"Doveva allenarsi attraverso i percorsi di guerra, quando arriva al Milan gli allenamenti erano troppo leggeri. Era abituato a soffrire e sacrificarsi. Lui sembrava invisibile, appariva al momento giusto. C'era un'azione da un lato, lui arrivava al posto giusto al momento giusto. Aveva il tempo, l'intuizione. Per il Milan è stato il secondo capocannoniere della storia, praticamente li ha fatti in cinque anni. Sheva lo vedo spesso, mi fa piacere".
© RIPRODUZIONE RISERVATA


/www.pianetamilan.it/assets/uploads/202503/322681e1ce99422e9df9d0a483e577f9.jpg)
/www.pianetamilan.it/assets/uploads/202604/3cb33c3cf791b8c30894e5bbc6e52df3.jpg)