Avv. Spagnolo: “Boban-Gazidis? Tenere contatti può rientrare nei compiti di un AD”

Fabrizio Spagnolo, partner e responsabile del dipartimento di diritto del lavoro del CMS, si è espresso sulla querelle tra Zvonimir Boban e Ivan Gazidis

di Daniele Triolo, @danieletriolo
Boban Gazidis Milan Milanello

NEWS MILAN – L’avvocato Fabrizio Spagnolo, partner e responsabile del dipartimento di diritto del lavoro dello studio internazionale CMS, si è espresso sulla querelle tra Zvonimir Boban e Ivan Gazidis, che ha portato al licenziamento dell’ormai ex Chief Football Officer rossonero e che, verosimilmente, continuerà in tribunale. Queste le dichiarazioni integrali dell’avvocato Spagnolo ai microfoni di ‘Tuttosport‘ oggi in edicola.

Sullo scontro giuridico tra Boban e Gazidis: “Il primo elemento che rilevo è la scelta di Boban di criticare pubblicamente, con parole molto forti, l’andamento della sua società. Può anche essere che si sia espresso su questo tema dopo chiarimenti con l’amministratore delegato. Ma questo non toglie l’efficacia dirompente delle sue dichiarazioni a proposito del club del quale era dirigente”.

Su cosa avrebbe potuto fare Boban una volta accortosi di essere stato scavalcato: “Avrebbe potuto contestare internamente la decisione di contattare Ralf Rangnick come allenatore per la prossima stagione, senza contattare lui e Paolo Maldini, la causa scatenante dello scontro dal suo punto di vista. Dopo questo chiarimento, avrebbe potuto fare due cose: allinearsi alla scelta di Gazidis dopo le spiegazioni ricevute, oppure dimettersi facendo causa al Milan per chiedere i danni, conseguenza dell’esautoramento subito”.

Sul chiedere possibili danni anche dopo il licenziamento per giusta causa: “Dipende dalla strategia processuale scelta, ma potrebbe farlo”.

Sull’operato di Gazidis (contattare allenatore senza sentire i vertici dell’area tecnica) definibile comportamento criticabile nell’ambito di un’impresa: “Diciamo che, se le cose fossero andate davvero così, questo ovviamente avrebbe provocato un danno nei confronti di Boban. È evidente che il dirigente croato non avrebbe più potuto operare con la stessa immagine sul mercato. I dirigenti di altri club o gli agenti dei calciatori avrebbero cambiato approccio nei suoi confronti. Il dubbio perfettamente lecito sarebbe stato quello della rappresentatività di Boban rispetto al Milan. Gli operatori di mercato si sarebbero chiesti se potevano davvero chiudere un affare con Boban oppure se avrebbero dovuto parlare con Gazidis per avere l’ultima parola. Però, per esprimersi su questo argomento, manca un elemento decisivo”.

Sull’elemento mancante: “Conoscere esattamente quali erano le deleghe che ripartivano le funzioni tra amministratore delegato e dirigenti. Questo è un elemento importante per capire se davvero qualcuno è stato scavalcato. Diversamente questi sono tutti esercizi abbastanza teorici”.

Sull’ipotesi di risultato della causa: “Ripeto che non è facile parlare senza conoscere gli elementi concreti della divisione di potere interna. È possibile solo formulare un giudizio in base a quello che si conosce dall’esterno. Una cosa posso dirla. Gazidis può provare senza problemi ciò che ha posto alla base del suo atto, perché si tratta di dichiarazioni pubbliche. Per Boban, invece, potrebbe essere più difficoltoso dimostrare che l’amministratore delegato rossonero ha già messo sotto contratto Rangnick. Il livello di quei contatti dipende dalla ricostruzione che ne ha faranno le parti coinvolte. E tenere contatti in giro per il mondo può rientrare nei compiti dell’amministratore delegato di un grande club calcistico”.

Sulla figura di Rangnick, intanto, sono emersi in queste ore interessanti aggiornamenti. Per conoscerli nel dettaglio, continua a leggere >>>

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