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"Pazienza, ero al Milan. Galliani con me era stato chiaro. “Vieni, ci serve una quarta punta”. Accettai con entusiasmo. Carlo mi preferiva Sheva, Inzaghi e Gilardino. Mi sarebbe piaciuto, forse, avere un po’ più di spazio in quei mesi. Perché mi allenavo sempre al massimo, ma non venivo considerato. Pensi che segnai io il rigore che mandò la squadra in Champions, 2-1 contro la Roma di Spalletti. Mi spiace non essere stato considerato per la rosa dell’anno dopo … che la coppa poi l’ha vinta".
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