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Albertini: “Maldini, che collante! Contento per Pioli. Ibra? Lo terrei, ma..”

Alessio Roccio

ULTIME NOTIZIE MILAN NEWS - Lunga intervista rilasciata ai microfoni della Gazzetta dello Sport da Demetrio Albertini, ex centrocampista rossonero

ULTIME NOTIZIE MILAN NEWS - Lunga intervista rilasciata ai microfoni della Gazzetta dello Sport da Demetrio Albertini, ex centrocampista rossonero.

Nel calcio non sempre paga l’allenatore: “La conferma di Pioli è la prova del contrario. Contano i risultati sul campo e con i risultati Pioli ha dimostrato di meritarsi di stare al Milan. Si è mosso alla perfezione nella più complicata delle situazioni”.

È sorpreso? “Onestamente lo ero anche prima, quando leggevo di un piano per un allenatore-manager qualche mese dopo aver preso Pioli. Da fuori è difficile commentare le decisioni di un club che ha cambiato idea così spesso: prima Gattuso, poi Giampaolo, l’esonero e l’addio di Boban..”.

Il merito di Pioli: “Aver compattato la squadra nel momento più delicato. Quando la fiducia della società viene meno a stagione in corso, è facile che lo spogliatoio si sfaldi in un attimo. Il lockdown avrebbe potuto cristallizzare tutto e invece lui ne ha tirato fuori il meglio”.

Il peso di Maldini, quanto si è sentito? “Si è sentito tantissimo la sua figura in termini di uomo-spogliatoio più che di scrivania. Durante lo stop ha protetto Pioli, gli è stato a fianco e ha coordinato l’area tecnica con Massara, facendo da collante perfetto tra società e giocatori. Avere Paolo è anche questo e i giocatori lo sentono”.

Sul futuro di Maldini: “Ultimamente non ci siamo sentiti, non saprei. Quello che so e che sappiamo tutti è quanto Maldini ami il Milan e si sia messo in gioco per questo club. Paolo è sempre stato umile e ora che lo scenario è cambiato…”.

Su Ibrahimovic: “Lo terrei, magari prendendo un giovane che possa imparare dai suoi insegnamenti. Lui è straordinario ma non eterno”.

Le sorprese più belle: “Bennacer è cresciuto molto post sosta, mentre Kessie mi piaceva molto già prima. Formano una bellissima coppia”.

Sul futuro: “Il Milan deve tornare a lottare per la Champions League. Deve attrezzarsi con giocatori più forti di quelli che ha già. Deve scegliere se fare l’outsider o vivere da protagonista. Serve un progetto condiviso che vada avanti e si gestisca insieme, criticità comprese. Adesso si riparte da un tecnico che conosce pregi e difetti dell’ambiente, vedremo”.

Su Rangnick: “Faccio come Ibra e dico che non lo conosco (ride ndr). Però sono sicuro che Paolo lo conosca meglio di me…”.

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