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INTERVISTE

Albertini: “Lazio-Milan, ecco la strada per l’obiettivo Champions”

Daniele Triolo

Demetrio Albertini, doppio ex di Lazio e Milan, ha parlato a 'La Gazzetta dello Sport'. Le sue dichiarazioni sulla partita di domani a Roma

Demetrio Albertini ha giocato una vita nel Milan (ben 14 stagioni), vincendo, tra gli altri trofei, 5 Scudetti, 3 Coppe dei Campioni/Champions League e 2 Coppe Intercontinentali. Quindi, ha giocato anche una stagione con la Lazio (2003-2004), prima di concludere la sua carriera tra Atalanta e Barcellona.

Albertini ha rilasciato una lunga intervista in esclusiva ai microfoni de 'La Gazzetta dello Sport' oggi in edicola proprio sulla partita di domani in Serie A tra Lazio e Milan. Ecco le sue dichiarazioni integrali.

Albertini sull'obiettivo Champions League per Lazio e Milan: "Se ti guardi dietro, la paura aumenta. La prima cosa da dominare è l'ansia, il timore degli avversari. E si fa con la consapevolezza di essere un gruppo compatto, di aver fatto un buon lavoro in cui si crede. Ho letto il libro di Diego Simeone: spiega che non vince sempre il migliore, ma quello che crede più in quello che fa ed in cui si è preparato. Ed è vero. Bisogna studiare ed allenarsi bene: arrivati al dunque, non serve aver paura di aver saltato qualcosa. Come succede durante un esame o un'interrogazione".

Albertini su chi rischia di più tra Lazio e Milan: "Non sono dentro al Milan, per cui non so che problemi possono essere sorti. Ma le grandi squadre raggiungono l'obiettivo se riescono a gestire i momenti negativi, non quelli positivi. La Lazio può sperare di rientrare nella corsa Champions ma è fondamentale questa partita. Se vuole continuare a crederci deve vincere".

Albertini su chi comprerebbe tra Sergej Milinkovic-Savic e Franck Kessié: "Dipende dal budget. Ma magari entrambi, sono compatibili. Milinkovic ha le caratteristiche di un grande fuoriclasse, Kessié mi piace da sempre, anche quando veniva criticato. Il primo ha più talento, Franck ha più sostanza. Se devo scegliere, dico Milinkovic, ma Kessié è fondamentale per il Milan e lo sarebbe in tante altre squadre".

Albertini sul Milan che, senza Zlatan Ibrahimović, avrà una responsabilità in più: "Le scuse sono l'anticamera della sconfitta. Non credo che i giocatori del Milan pensino a quanto potrà pesare la sua assenza, sono tutti calciatori di livello. E Mario Mandzukic porta esperienza, anche se va capita l'autonomia che ha".

Albertini su chi ha più stress tra Simone Inzaghi e Stefano Pioli: "Non ho fatto l'allenatore per questo motivo (ride, n.d.r.). Credo che per prima cosa debbano accantonare eventuali malumori interni, possibili dopo una stagione intensa. L'obiettivo da conquistare è troppo più importante. Mi piacciono perché sono moderni, giocano un calcio propositivo". Milan, ultimatum a Donnarumma: le ultime news sul portiere rossonero >>>