Gianni Di Marzio: “Ibrahimovic? Io insisterei su Piatek e Paquetá …”

Gianni Di Marzio: “Ibrahimovic? Io insisterei su Piatek e Paquetá …”

Gianni Di Marzio, ex allenatore, ha commentato l’arrivo di Zlatan Ibrahimovic in rossonero e parlato anche di Krzysztof Piatek e Lucas Paquetá

di Daniele Triolo, @danieletriolo

NEWS MILANGianni Di Marzio, ex allenatore, ha parlato di Milan a ‘Maracanà‘, trasmissione in onda sulle frequenze di ‘TMW Radio‘. Queste le dichiarazioni di Gianni Di Marzio:

Sul ritorno di Zlatan Ibrahimovic: “Non so le condizioni di Ibra attualmente. Giocare in America è diverso, è un altro ritmo. Ibra è uno che svaria su tutto il fronte d’attacco. Mi ricordo che all’Ajax, quando lo seguivo, Ronald Koeman lo faceva giocare poco. Tatticamente diventa un problema, essendo una prima punta, con Krzysztof Piatek si pesterebbe i piedi. Così con Rafaēl Leao. Sul piano caratteriale, nello spogliatoio saprà condizionare psicologicamente il gruppo, sarà un leader. Ma il problema è che il leader deve essere sempre l’allenatore, e non credo che Stefano Pioli, con quelle dichiarazioni, lo sia. Fisicamente è un peso massimo Ibrahimovic, si è sempre abbassato per prendere palla, creando spazio per i compagni. Lui cercherà di abbassarsi ancora, ma avrà l’autonomia per fare questo lavoro e permettere di far giocare Piatek o Leão? Il Milan ora deve risorgere e sono molto perplesso di questo acquisto”.

Su Piatek: “Io insisterei a farlo giocare prima punta con Ibra libero di svariare in attacco. Riuscirà Ibrahimovic a recuperare terreno per entrare in Europa? Ho questo dubbio. Riuscirà a recuperare tutti quei punti all’Atalanta? Il Milan ha un attacco anemico, se togliamo anche Piatek che succede? Può giocare con un 4-3-3 con giocatori che gli permettono di andare a gol. Al Genoa ha fatto grandi gol, possibile che si sia dimenticato di giocare a calcio? Deve andare in una squadra che abbia degli esterni alti che gli offrano assist. Io punterei ancora su di lui, più di Leão”.

Su Lucas Paquetá: “Ci punterei su di lui, come intermedio. E’ arrivato in Italia come il nuovo Ricardo Kaká. L’ho visto molto bene in Sudamerica, nessun osservatore lo aveva notato. Però bisogna puntarci”. Per l’Ibra-day, minuto per minuto, continua a leggere >>>

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