ESCLUSIVA – Jacobelli: “Il Milan ha bisogno di persone che siano milanisti dentro”

ESCLUSIVA – Jacobelli: “Il Milan ha bisogno di persone che siano milanisti dentro”

MILAN NEWS – Xavier Jacobelli è stato intervistato in esclusiva dalla redazione di PianetaMilan.it. Leggi l’intervista completa al direttore di ‘Tuttosport’

di Antonio Tiziano Palmieri
Xavier Jacobelli

MILAN NEWS – Intervistato in esclusiva da PianetaMilan.it, Xavier Jacobelli, direttore del quotidiano ‘Tuttosport‘, ha parlato di tutti i temi caldi riguardanti il Milan, e il calcio italiano in generale con la ripresa dell’attività ancora in bilico.

Cosa ne pensa della questione Coronavirus legata al calcio? “Il Viminale ha autorizzato da ieri anche gli allenamenti individuali dei calciatori nei centri sportivi delle squadre di appartenenza. Ma io credo che dall’inizio di questa emergenza sanitaria ci siano state molte incertezze alimentate dal Ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora. Quando ho letto il suo post su Facebook dell’altro giorno (CLICCA QUI PER LEGGERLO), mi sono detto che: ‘mai nessuno ha detto il contrario sulla ripresa degli allenamenti prima del 18 maggio’. Poi, siamo in democrazia, e sulla ripresa del campionato tutti possono dire la loro. Ci mancherebbe che solo il ministro dello sport possa dire la sua, il quale sostiene che adesso si deve occupare dello sport di base. Ma se i centri sportivi, le piscine e i circoli tennistici non sono stati ancora riaperti, non è certo colpa loro. Il problema è come ha denunciato il Presidente della Federnuoto Paolo Barelli – che è uno dei più importanti dirigenti sportivi italiani –, nell’ultimo decreto governativo non c’è una riga in cui si parli della riapertura dei circoli sportivi il 18 maggio. Stiamo parlando di un signore (sempre Spadafora) che l’8 marzo scorso alle 3.26 del mattino, insieme al suo Presidente del Consiglio (Giuseppe Conte) ha emanato un decreto con il quale si autorizzavano le dispute delle partite a porte chiuse. Alle 12.25 dello stesso giorno, 5 minuti prima dell’inizio di Parma-Spal, il medesimo ministro chiese e ottenne il rinvio della partita, che poi si giocò regolarmente dopo 1 ora e 15 minuti. La cosa più importante però, è capire una volta per tutte cosa significhi l’azienda Calcio per l’economia italiana. L’azienda Calcio paga all’erario ogni anno 1,25 miliardi di euro di tasse e contributi. Questi soldi rappresentano il 70% dell’intero monte tasse che tutto lo sport italiano paga. Se si ferma la Serie A, si ferma il calcio e tutto lo sport in Italia. I numeri che ho citato sono stati scritti nero su bianco nel report della Federcalcio per l’anno 2019. Il Governo ora deve aiutare in maniera concreta le 15.000 società dilettantistiche italiane che fanno calcio perché altrimenti molte di queste, non ripartono. Si cerca di far passare la ripresa del calcio come un problema che riguarda solo i milionari che guadagnano ingaggi stellari, ma non è così. Essi sono solo una ristretta élite. Vogliamo parlare degli stipendi dei calciatori di Serie C che oscillano fra i 1.000 e i 1.500 euro al mese? Parliamo anche dei rimborsi spese dei calciatori di Serie D? Di questi non ne parla nessuno. Questa demonizzazione del calcio di Serie A non sta né il cielo e né in terra, perché lo sappiamo tutti che non esiste il rischio zero. E sappiamo anche, che finché non ci sarà un vaccino, noi dovremmo convivere con il Coronavirus”.

Secondo lei il campionato ripartirà? “La situazione è collegata all’andamento del virus. Vediamo cosa accade in queste 2 settimane con la parziale riapertura in atto. Bisogna monitorare quale sia l’evoluzione del contagio e dell’epidemia perché da nord a sud ci sono differenti situazioni. Poi dal 18 maggio, se sarà possibile, si ripartirà con gli allenamenti collettivi. E sempre se sarà possibile, si potrà prevedere una ripresa del campionato entro la metà di giugno. Non si può andare oltre perché la UEFA ha stabilito che in agosto si giocheranno le coppe europee”.

Ralf Rangnick viene dato come favorito per la panchina del Milan della prossima stagione, lei cosa ne pensa? “Nessuno si può permettere di mettere in discussione il valore di Rangnick che, soprattutto a livello dirigenziale più che tecnico, ha fatto ottime cose…vedi il fenomeno Lipsia. Però secondo me la dirigenza del Milan ha fatto un grave errore andandolo a contattare già in dicembre come ci ha raccontato Zvonimir Boban. Secondo me questa è una cosa non giusta nei confronti di Stefano Pioli, che sta facendo benissimo e che merita la riconferma. Pioli deve essere giudicato alla fine della stagione qualora essa verrà portata a termine. Poi il Milan ha commesso un altro errore licenziando Boban, perché il club ha bisogno di punti di riferimento che siano milanisti dentro, come lo era lo stesso Boban, e come è Paolo Maldini. Mi auguro che almeno Maldini possa continuare a lavorare, ma tutto dipenderà dalle intenzioni di Elliott e di Ivan Gazidis”.

Per una squadra come il Milan, la politica dei giovani è proficua oppure no? “Dunque, il Milan ha vinto l’ultimo scudetto nel 2011 e l’ultima Supercoppa italiana nel dicembre 2016 con Vincenzo Montella. Quello fu anche l’ultimo successo della gestione Silvio Berlusconi. Siamo nel 2020, e il Milan rimane una delle società più titolate al mondo, ma a mio avviso, i troppi cambi di allenatori di questi ultimi anni e l’incertezza delle strategie societarie, hanno portato alla situazione attuale. È tendenzialmente comprensibile, che per ragioni di bilancio, la strategia di puntare sui giovani sia allettante, ma l’ideale è un mix fra giovani di talento e punti di riferimento assoluti, quale è Zlatan Ibrahimovic”.

Mi collego allora al discorso Ibrahimovic: rimane o no per la prossima stagione? “Non ha ancora deciso, a noi di ‘Tuttosport’ risulta così. Si passerà inevitabilmente da un confronto diretto con la società. Se Ibrahimovic ritiene ci saranno le condizioni per rimanere, allora rimarrà. Io mi auguro che rimanga un’altra stagione, il Milan ne ha molto bisogno”.

E invece per quel che riguarda Gianluigi Donnarumma? “Spero resti il più lungo possibile per diventare il primo capitano portiere del Milan. Christian Abbiati lo è stato, ma era il vice perché c’era Massimo Ambrosini. Donnarumma ha solo 21 anni e conta 190 presenze ufficiali con i rossoneri e 16 in nazionale maggiore: è un fenomeno assoluto. Noi siamo abituati a considerarlo un veterano perché Sinisa Mihajlovic lo lanciò in Serie A quando aveva solamente 16 anni e 8 mesi. È un capitale per il Milan e per tutto il calcio italiano, ma essendo uno dei portieri più forti al mondo è ovvio che susciti l’interesse di alcuni grandi club…mi viene in mente il Real Madrid. C’è da capire però quale sia la strategia del Milan, perché il contratto di Donnarumma è in scadenza a giugno 2021. Capiremo molte cose dalla scelta che il Milan farà circa il futuro di ‘Gigio’ Donnarumma. Tanto dipenderà dalle garanzie tecniche e pecuniarie che la società offrirà allo stesso calciatore”.

Cosa c’è di vero intorno alla cessione del Milan? “Mi attengo ai fatti perché un conto sono le voci, e un conto è la realtà. Vista la situazione economica generale causata dal Coronavirus, questo non è il momento adatto per cessioni particolarmente onerose quale sarebbe quella del Milan”.

Che informazioni avete sul nuovo stadio di San Siro che Milan e Inter vogliono costruire? “L’idea è chiara: entrambe le società vogliono costruire il nuovo stadio. Mi auguro però che l’attuale impianto non venga abbattuto perché sarebbe inaccettabile e deludente. San Siro è un tempio del calcio mondiale e tale deve rimanere. Però il Coronavirus ha scombussolato un po’ tutto. Entro la fine di maggio capiremo bene come stanno realmente le cose”.

Quanto è importante avere uno stadio di proprietà? “Il calcio del 21esimo secolo ci ha dimostrato che soltanto i club che posseggono uno stadio in cui gioca la propria squadra, hanno un patrimonio che gli consente di essere competitivi sul mercato internazionale. Qualunque sia la proprietà del Milan, che rimanga Elliott o meno, bisogna essere consapevoli del fatto che è fondamentale avere uno stadio di proprietà, altrimenti accusi un gap pesante rispetto alla concorrenza”.

E intanto, sulla possibile ripresa della Serie A, è tornato a parlare il Presidente dell’AIC Damiano Tommasi dicendo che venerdì sarà una giornata importante in questo senso. Per saperne di più continua a leggere >>>

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